mercoledì 7 novembre 2007

La musica di tendenza

Un simpatico episodio di vita vissuta.
Qualche anno fa da grande appassionato musicale ero assiduo frequentatore di negozi di dischi e cd (si, era il Giurassico Mp3zoico inferiore, l'eta' della mia giovinezza). Andavo a vedere se era uscito il nuovo disco del gruppo piu' sconosciuto dell'underground musicale del mondo, in modo da potermi gustare la faccia del capo commesso, che mi rispondeva tra lo schifato e l'annoiato.
- Ce l'avete "Necrocannibalistic vomitorium" degli "Autopsy"? *
- No, non credo che sia ancora uscito.
In realta' lui non aveva la piu' pallida idea di chi fossero gli Autopsy, ne' se il loro disco fosse in vendita o meno nel suo negozio, tanto e' che io talvolta per il puro gusto di scassargli le palle, mi inventavo gruppi e titoli, con effetti sorprendenti.
- Ce l'avete "Scrobaloball Fatusa" dei "Grind-a-pomp"? **
- No, non credo che sia ancora uscito.
Insomma: ci detestavamo, ma senza rancore.
Io lo avrei volentieri sottoposto all'ascolto di cd di musica brutal metal fino alla fine dei suoi giorni e lui avrebbe maledetto il momento in cui aveva accettato quel lavoro solo poiche' suo cugino Mario glielo aveva offerto.
Ma venne il giorno in cui, inaspettatamente, fui costretto a rivalutare il suddetto personaggio. Mentre sfrucugliavo avido i cd del reparto heavy metal e guardavo tutti i titoli che le mie tasche di squattrinato diciottenne non mi permettevano di avere, entro' nel negozio lui: Obongo.
Obongo si diresse verso il capo commesso, munito di cuffiette con bassi sparati nelle orecchie ad un volume tale che gli rimbalzavano sui lobi, con nel walkman probabilmente lo stesso impianto stereo della sua Skoda truccata. Masticava cingomma esibendo ogni goccia di saliva attacca alla bigbabol, stretto nel suo giubbottino "Exztnz" e ben conscio del valore intrinseco delle sue sopracciglia ritoccate da mano di estetista esperta.
Il capo commesso lo squadro' in attesa del momento.
Obongo depose le cuffiette ed il momento arrivo'.
- Cioe'... Scusa... Ce ne hai musica di tendenza?
Il capo commesso vacillo' ma professionalmente si ricompose e replico':
- In che senso di tendenza? Quali artisti ti interessano?
Obongo attivo' tutti e cinque i neuroni insieme, compresi i tre che stavano dormendo, e ripete':
- Cioe'... Boh... Non lo so... Cioe'... Di tendenza, no?
Ed ecco che successe, come per magia.
Io che avevo assistito alla scena dal principio fui l'unico fortunato testimone.
Il capo commesso mi guardo' ed io intravidi balenare un rapidissimo ghigno malefico sul suo volto mentre partoriva questa strepitosa risposta per la quale a tutt'oggi, lo ringrazio pubblicamente.
[Capo commesso indicando col dito]
- Ecco rivolgiti pure a quel ragazzo la'; e' il nostro commesso di tendenza, lui ti sapra' aiutare.
Obongo inforco' le cuffiette.
Bassi a palla.
Cingomma in centrifuga.
Si avvio' tutto contento, rispondendo:
- Cioe'... Boh... Grazie.

* Questi esistono
** Questi no



mercoledì 31 ottobre 2007

Intervista a Gianezio Pregadio

Nome nuovo ma già affermato nel controverso mondo dell'imprenditoria italiana, Pregadio è il rampante manager che sta facendo parlare di sé per le sue incredibili qualità di inesauribile uomo d'azienda. Dopo la copertina sull'ultimo numero di "Soldi", anche noi di Obongo ci siamo interessati a questo carismatico personaggio.

OF: Dott. Pregadio buongiorno e grazie per avere concesso un po' del suo tempo ai lettori di Obongo.
GP: Piacere di essermi fasato con voi.
OF: Fasato?
GP: Fasato, allineato, attivato, sinconrizzato... Su, procediamo che ho una busy schedule.
OF: Gianezio Pregadio, 32 anni, top manager di Fuffitalia, già in consiglio di amministrazione di altre 4 società del gruppo Fuffedison e presidente di BancaFuffa. La sua sembra un'ascesa inarrestabile.
GP: Ultimamente abbiamo avuto un buon feedback sulle revenue e gli stakeholders ci hanno accordato la loro fiducia... Il forecast è dalla nostra.
OF: Il forec... [piru-liru-li, piru-liru-li, squlla il cellulare; mi fa un cenno di attesa con il dito indice]
GP: Oh ciao Fuffi... Sì, Sì... 100 sulla borsa di Tokyo. No, no, non me ne fotte un cazzo di quello che dice il Beghetti. Metti il put on hold e fai un transfer sul conto di Ginevra, poi mi compri, vendi, compri e rivendi, capito? [click] Mi scusi: business.
OF: Capisco, suppongo che ai suoi livelli la reperibilità sia import... [piru-liru-li, piru-liru-li, altro squllo del cellulare, altro dito indice]
GP: Oh ciao Lollo... Sì, no, sì. Hai la fidejussione? Come e' il ROI? Mandami una email col budget e fammi un report del trend con tutto lo storico. Sì, Sì, salutami quella troia della Bettina, ciao... Ciao... [click] Mi scusi: altro business.
OF: Pregadio, nell'immaginario della gente, i top manager sono visti come persone estremamente dedicate al lavoro, stretti in vite dagli orari impossibili: ci racconti la sua giornata tipo.
GP: Il mio working day?
OF: Sì, la sua giornata lavorativa...
GP: Intende il mio working day?
OF: Sì, la sua giorn... La prego ci racconti il suo working day.
GP: Lavoro 19 ore al giorno.
OF: 19 ore al giorno! È un record. E trova le energie per fare qualcosa nel tempo libero?
GP: Quando torno a casa leggo le email di lavoro e come hobby gestisco la mia società: la Fuffadio Spa; siamo un software integrator vendor business accelerator independent laboratory per top performance management solutions.
OF: In parole povere?
GP: Offriamo alle aziende un servizio di consluenza infrastrutturale per il development di un business plan organizzato su step integrati offrendo piattaforme di interconnectivity certificate ISO ad alto livello di standardizzazione.
OF: Ahem... Chiarissimo... Qualche curiosità sulla vita da manager: quante ore riesce a dormire?
GP: Dormo 6 ore.
OF: Ma in una giornata ci sono solo 24 ore.
GP: Io dormo 6 ore a settimana, sempre che non ci sia qualche meeting o qualche business review.
OF: Per quel che riguar... [piru-liru-li, piru-liru-li, terzo squillo di cellulare, terzo dito indice]
GP: Ciao Bebo, no, non mi disturbi affatto... Hai il billing? Voglio un refresh su tutto il sistema del win back, intesi? Nessun delay, questo topic ha la precedenza. Chiama Facchetti che è l'account che ha seguito il thread. Si, ciao, ciao, keep me posted. Ciao...
OF: Per quel che riguarda i suoi progetti per il futuro, dove vuole arrivare Pregadio?
GP: Guardi sono stato messo a capo di una start-up, la Galaxy Fuffacom; stiamo elaborando un progetto di cross selling su extraland-based territory in un contesto di edilizia ad alto impatto innovativo.
OF: Ahem, qualche esempio, per i nostri lettori scevri di nozioni in materia?
GP: Stiamo lottizzando Marte.

[beep, beep, beep, suona un allarme sul cellulare]

GP: Oh è già ora! Vuole favorire? [Estrae una pillola verde e la ingoia con un bicchier d'acqua] 
OF: Mi scusi, ma cos'è?
GP: La mia cena a base di.... [piru-liru-li, piru-liru-li, piru-liru-li...]


sabato 29 settembre 2007

Intervista a MC Capex

Dal ghetto della periferia di Napoli alle luci della ribalta del rap nostrano, Obongo Forever incontra per voi il musicista del momento, Giuseppe "Peppino" Capece, in arte MC Capex.

OF - MC Capex: come mai la scelta di fare rap proprio nella patria della canzone napoletana classica?
MC - Perche' sai, c'e' una nuova onda che si sta muovendo, dall'underground, verso... su. Che spinge, lo sai no. Il sistema non lo sa, ma la gente si. Io ascolto la gente non i politici, perche' la gente vera lo sa e i politici se ne accorgeranno, dell'onda... underground... che va... yeah [esibisce il medaglione dorato da 14 chili]
OF - Si, mi pare di riconoscere le tematiche di "Onda che va" la sua ultima hit, da due settimane in classifica. A cosa si ispira questo pezzo?
MC - E' la voce della gente, quella vera, del ghetto, perche' io vengo dal ghetto, dalla strada. L'onda della strada che nasce dall'underground ed emerge. Si ampia e fa sentire la sua voce. Non so se sei hai mai dovuto rubare un motorino? Non hai mai dovuto assaltare una camionetta dei caramba, no? Non so se mi capisci. No? Neanche i politici. Loro sono solo una manica di ingordi che pensano ai loro porci interessi, ma la gente lo sa... [si aggiusta il cappellino al contrario sopra la bandana]
OF - Qual e' il significato preciso del verso che ha destato molte polemiche: "l'onda ti inonda, avanza poi ti sfonda"? I critici musicali insistono nel dire che lei scriva rime a casaccio delle quali ignora il senso: come risponde alle accuse?
MC - Io vado per la mia strada, seguo l'onda fratello. L'onda che ti sfonda lo sai no? La gente e' con me perche' non sono andato a sQuola, perche' parlo il linguaggio della strada, il linguaggio dell'onda non come i politici... Bastardi! che fanno i loro porci comodi seduti in parlamento, ma l'onda e' la'. Arrivera' e li inondera'. Perche' l'onda ti sfonda e la gente lo sa...
OF - Mi pare chiaro. L'onda ti sfonda. A cosa e' ispirata invece "Nuova onda"?
MC - E' il concetto nuovo che si sente sulle strade di Bagnoli, cioe' se vivi li' lo sai. C'e' una nuova onda...
OF - ... che sfonda?
MC - Yeah fratello! Sei dei nostri, tu lo sai!
OF - I politici, pero' no, giusto?
MC - No, loro no, ma la gente si!
OF - Vediamo se ho capito bene, anche la cover in versione rap di "Onda su onda" ha qualcosa a che fare con questa visione delle cose?
MC - Beh, non esattamente. cioe' parla anche quella di un onda, su un'altra onda... cioe' in qualche modo parla dei problemi del mondo, perche' sai, nel mondo c'e' la fame nel mondo e i politici non fanno niente, ma se tutti ci uniamo insieme e se ognuno di noi si muovesse come una goccia nel mare, allora formeremo una gigantesca onda, che pero' c'e' gia' chi si muove e che quindi e' gia un'onda e allora si avrebbe un'onda su onda... non so se capisci... i politici non capiscono un cazzo, ma la gente e' stufa... e nei centri sociali si sa... si sa...
OF - Capisco.
MC - Si vede che non sei un politico! Ah ah ah [ride contento della sua battuta]
OF - Per concludere, MC Capex: una critica che viene spesso mossa ai rapper nostrani e' che il rap e' una musica che non appartiene alla nostra cultura, essendo nata nei quartieri popolari afro-americani. Qual e' la sua risposta?
MC - Questa e' una voce messa in giro dai politici che cercando di arginare l'onda, ma loro non lo sanno, perche' l'onda viene su, non va giu', non la puoi fermare. Peace! [fa il segno "peace" con le dita]
OF - In sostanza anche il rap italico ha una sua dignita' di musica autentica e non e' una scopiazzatura dettata da una moda importata e rivenduta dalle case discografiche?
MC - Yeah fratello, check it out! Segui l'onda e non puoi sbagliare. Ora scusami, devo andare a ritirare le pistole che ho ordinato e al casting per scegliere centoquindici ragazze per il nuovo video di "Onda baraonda" che giriamo in una mega-piscina e poi ho appuntamento per la lampada.
Peace Obongo!

martedì 18 settembre 2007

Starcross Beta X

"Lo hai visto?"
"Dove?"
"La'... era maestoso!"
"Sara' venuto dalla stanza della Porta rotta?"
"E' venuto nel Beta X..."

Queste poche battute del trailer che da mesi viene trasmesso in continuazione, sono bastate a fare crescere l'attesa per "Starcross Beta X", il nuovo serial televisivo che gia' da anni appassiona milioni di spettatori americani.
Finalmente da stasera anche in Italia potremo assistere alle avventure del dottor John e dei 24 misteriosi pazienti della clinica Starcross.
La trama dell'episodio pilota in onda stasera: il dottor John premendo involontariamente una combinazione di pulsanti si ritrova prigioniero di un ascensore impazzito che lo porta in un piano sotterraneo della Clinica Starcross, del quale nessuno conosce l'esistenza e dal quale nessuno e' in grado di uscire.
Qui incontra i 24 misteriosi pazienti che ci vivono da anni, ognuno con il suo caso clinico, tutti intenti a perseguire la causa del "Beta X".
Tra loro: Jimmy l'uomo con le visioni di Marte, Annah la ragazza che parla ai topi e Brandon il muto che sa tutto.
Nessuno sa come ci siano finiti, ne' tanto meno quale sia la ditta che ha costruito l'ascensore.
Tra misteriose apparizioni, scomparse di intere stanze, codici misteriosi, intrighi inspiegabili e spiazzanti colpi di scena, il serial andra' in ondra per trenta puntate, ognuna di venti minuti interevallata da altrettanti di pubblicita'.
Alla fine della prima serie verranno rivelati alcuni dei misteri della storia per soddisfare, almeno parzialmente, la curiosita' degli spettatori.
Tra gli altri: il significato del cognome di Brandon, lo spartito esatto del canto delle cicogne di cristallo ed il tipo di droga abitualmente consumato dagli sceneggiatori della serie.
Chiaramente verranno tenuti rigorosamente segreti altri banali dettagli tipo che diavolo sia il "Beta X", ovvero l'argomento cardine della serie al quale tutti i personaggi fanno continuo riferimento facendo girare le balle all'ignaro spettatore.
Vera croce e delizia degli internauti, questo serial e' gia' considerato un cult: ogni settimana prima della nuova puntata, il sito ufficiale viene cosparso di indizi sulla trama e sulle vite dei protagonisti; cosi', ad esempio, risolvendo il mosaico scritto nel linguaggio dei camaleonti addomesticati ed inserendo le chiavi di accesso che si trovano nei sacchetti delle patatine "Scrunch", si puo' scoprire l'anno di nascita del capo degli Uomini con un occhio solo.
In realta' gli Uomini con un occhio solo non entreranno in scena che nella quinta serie che ancora non e' stata neppure girata, ma visto il trend positivo degli accessi, i produttori non hanno dubbi che si fara' e sono gia' alla ricerca di un attore per il ruolo, possibilmente guercio.
Ai fan entusiasti si oppongono come al solito le voci dei detrattori, che sostengono che Starcross sia la solita bidonata americana studiata a tavolino, con una trama assurda, scritta ad hoc per essere protratta all'infinito, se non di fronte ad un eventuale tracollo degli ascolti.
Pronta la risposta del fan-club americano che in una nota inviata al sito italiano risponde: "Starcross e' un'opera d'arte finemente concepita e non becero intrattenimento; una grande avventura gotica in tanti capitoli. Se fosse solo studiato per catturare l'attenzione degli spettatori, la comparsa del drago blu al risveglio di Annah dall'incubo in seguito all'ingestione di una fragola velenosa, sarebbe certamente rimasta inspiegata. Invece al termine della terza serie si capisce con chiarezza che la fragola era in realta' un lampone di polistirolo."
Noi di Obongo siamo certi che sara' un grande successo anche in Italia.


giovedì 6 settembre 2007

Obongo non aver paura...

... di tirare un calcio di rigore.

Correva l'anno 1987 ed il quindicenne Obongo, insieme ai compagni di liceo della prima H, si avviava verso il campetto in erba che di li a poco avrebbe ospitato la partita di calcio del secolo: la sfida con quelli della prima G.
Lo sterrato campetto presentava qualche sparuto ciuffo d'erba ai lati, un sacco di sassi e svariate pozzanghere. Qualche appassionato vi aveva impiantato due porte di calcio, probabilmente risalenti ad epoca precristiana, almeno a giudicare dal numero di fori tarlati presenti sulle traverse. Le squadre si presentarono in campo puntuali per il riscaldamento e l'eccitazione sali' alle stelle in vista del calcio di inizio.

La preparazione all'evento in casa prima H era stata meticolosa: come e' ben risaputo ogni italiano medio, superati i tre anni di eta', assume per diritto di nascita il titolo di direttore tecnico e grande esperto di calcio ed ogni maschio della classe non faceva in questo caso eccezione. Obongo aveva puntulizzato il fatto che le marcature a uomo dovevano essere asfissianti, mentre Obengo a ricreazione il giorno prima aveva sottolineato come il traversone dalla destra fosse la chiave tecnica della partita; Obingo aveva preparato gli schemi per la difesa e Obungo si era dedicato a perfezionare la trappola del fuorigioco.

Nessuno si era sfortunatamente fatto promotore di una linea di abbigliamento comune.
Cosi' mentre la prima G sfoderava le magliette tutte uguali con i numeri ed i pantaloncini in tinta, gentile omaggio di Obonghelli, figlio di un rivenditore di articoli sportivi, la prima H si presento' in campo come uscita dall'atelier di uno stilista psicotico.
Quindici anni non sono esattamente l'eta' in cui un uomo ha il talento di azzeccare gli accostamenti cromatici, specialmente in occasioni come questa.
La rassegna era veramente raccapricciante: dalla maglietta multicolor modello "post LSD" di Obonghini ai pantaloncini verde pisello attillatissimi di Obongolani, passando per i calzettoni marroni di lana sopra il ginocchio di Obonghetti fino al tragicomico pigiama di Obonghella, con tanto di sospetta macchia in zona inguinale, spacciato per tuta sportiva.

Fortunatamente l'abito non fa il monaco e se i nostri eroi non erano in grado di gestire banali questioni di moda maschile erano perlomeno decenti nel gioco del calcio.
La partita fu combattuta e sembrava destinata a terminare in parita' quando, sul 5 a 5, a un minuto dalla fine, Obongherani della prima G (un metro e novanta per 100 chili) si scaglio' sul povero Obonghini (un metro e cinquanta per 48 chili) della prima H lanciato a rete ed ormai prossimo a tirare di fronte al portiere.
In queste partite senza arbitro il rigore in genere non si concede mai: unica possibile eccezione sono i casi di fratture esposte, perdita di arti o versamenti di sangue superiori al litro e mezzo.
Una volta estratto il povero Obonghini da sotto Obongherani che si produceva nella sua piu' angelica espressione come a dire "l'ho appena sfiorato, fa scena", fu accertato che il suo corpo mostrava tutti e tre i segni necessari per l'assegnazione della massima punizione.
E cosi' rigore fu.

Era il novantesimo scaduto da un pezzo e ci volle un'altra intera mezz'ora prima che dal nugolo di aspiranti tiratori (tutta la squadra, tranne Obonghini) venisse infine selezionato lui, Obongo, il portiere.
Adducendo come scusa il fatto che aveva fatto delle parate che avevano salvato il risultato, che era l'unico che giocava a calcio in una squadra vera, che era il piu' lucido perche' aveva speso meno energie degli altri e promettendo che avrebbe passato il compito di matematica a tutti per tutto l'anno a venire, ottenne infine il beneplacito unanime.
Imbraccio' il pallone e con ferma sicumera guardo' i suoi compagni uno per uno mentre si avviava a calciare.
Il "ci penso io" con il quale aveva liquidato le ultime insicurezze dei piu' scettici erano le parole di un eroe che avrebbe di li a poco siglato il colpo del KO con fredda precisione nell'angolino in basso alla sinistra dell'impotente portiere avversario.

Sangue freddo.
Rincorsa.
Sguardo all'angolino.
Sguardo al pallone.
Piede d'appoggio.
Tiro.
Fallo laterale.

Si, avete letto bene: fallo laterale.
C'e' da dire che se e' pur vero che fra "Piede d'appoggio" e "Tiro" si presentarono inaspettate le voci "Fango" e "Piede che scivola" e' altresi' vero che fra "Tiro" e "Fallo laterale" non va aggiunta la voce "Deviazione del portiere" in quanto Obongo fu capace di centrare questo non facile bersaglio, direttamente dal dischetto del rigore, con le sue sole forze.

lunedì 20 agosto 2007

Ferragosto 2068, gli USA invadono la Svizzera

Il 15 agosto 2068 il governo americano ha dato il suo ok all'operazione militare "Emmenthal", invadendo con le sue truppe il confine meridionale della Svizzera.
La perdurante crisi tra i due paesi non ha purtroppo trovato sbocchi diplomatici. Gli Stati Uniti si sono da tempo fatti portavoce presso le Nazioni Unite di una mozione che richiede l'invio di ispettori qualificati per controllare che la Svizzera non nasconda strumenti di idrodiffusione di massa. Dal 2020 infatti, anno di esaurimento delle riserve mondiali di petrolio, l'acqua e' diventata un bene prezioso e fondamentale per l'economia, in special modo per quel che concerne l'alimentazione dei motori ad idrogeno.
La Svizzera con le sue innumerevoli sorgenti naturali e' divenuta nel corso degli anni uno dei maggiori esportatori di acqua, mentre gli Stati Uniti dal canto loro, flagellati dagli sconvolgimenti climatici relativi all'Effetto Serra, hanno visto diminuire le proprie risorse del prezioso liquido fino al lumicino. In questi ultimi mesi il prezzo dell'acqua svizzera e' raddoppiato e Washington ha tacciato il governo elvetico di destinarne clandestinamente grandi quantita' ai produttori di cioccolato mediante tubature non conformi alle norme americane. La sdegnata risposta dei rossocrociati non si e' fatta attendere: "non nascondiamo proprio niente e ad ogni modo, con la nostra acqua ci facciamo quello che ci pare" ha affermato il ministro Herbert Mastigatz.
L'escalation e' diventata inarrestabile a seguito delle roventi dichiarazioni del presidente americano George W.W.W. Bush (nipote dell'ex presidente George W. Bush) che in svariate occasioni ha accusato la Svizzera di essere una minaccia planetaria. "Non ci sara' pace sulla terra finche' ci saranno tubature che non si possano controllare", "La croce vera e' quella di Dio, non quella della bandiera Svizzera", "Cosa metteremo nei motori delle nostre auto, il cioccolato fondente?", "La Svizzera e i suoi Cantieri sono una minaccia per l'umanita'", "La nostra intelligence mi ha informato che i terroristi della Jihad elvetica sono pronti a colpire", questi ed altri avvertimenti sono stati ignorati da Berna, la quale ha categoricamente rifiutato le ispezioni da parte degli idraulici americani.
Nonostante le pesanti dichiarazioni provenienti da oltreoceano e le molteplici manifestazioni a sostegno del popolo elvetico e della sua acqua, nessuna delle altre nazioni del pianeta ha proposto un piano concreto per sventare il conflitto. Alle moltitudini che accusavano Bush di volere solo andare a prendersi l'acqua svizzera gratuitamente e di avere contemporaneamente trovato una scusa per spendere qualche miliardo di dollari in armamenti, i governi hanno risposto facendo lo gnorri. Da par suo, proprio due giorni fa, lo stesso Bush aveva annunciato che il rifiuto aveva una sola possibile motivazione: "la Svizzera e' colpevole e l'America lo dimostrera', provando al mondo che nasconde ed utilizza in maniera criminale degli strumenti di idrodiffusione di massa. God bless America!"
Al seguito dell'ultimatum scaduto alla mezzanotte, le truppe americane partite dalle basi Nato italiane, hanno invaso la Svizzera. Nonostante la resistenza opposta dagli abitanti sia stata nulla e molti dei militari siano stati addirittura ospitati gratuitamente in chalet dotati di ogni comfort, le maggiori citta' sono state comunque bombardate, nella migliore tradizione della guerra preventiva.

venerdì 17 agosto 2007

Obongraziamenti

Care lettrici, cari lettori,
dopo piu' di 8 mesi di Obongo mi va di ringraziarvi tutti, uno per uno, per essere passati di qui a dare un'occhiata ai miei post.
Spero di avervi regalato un po' di buon umore, come ne regala a me sapere che ci siete e che mi leggete, a meno che, su incarico di Google Analytics, non ci sia un omino pagato per girare il mondo ed accedere ad Obongo piu' volte al giorno da localita' diverse!
Non conoscendovi per nome, vi saluto per localita' come indicatomi dalle puntuali statistiche.
Un mega Obongraziamento ai lettori italiani, che si sono connessi da: Milano, Cagliari, Augusta, Genova, Roma, Napoli, Torino, Modena, Firenze, Padova, Bologna, Pisa, Verona, Nola, Brescia, Perugia, Palermo, Pomezia, Trieste, Rimini, Venezia, Bari, Salerno, Pescara, Alessandria, Taranto, Ancona, Bergamo, Vicenza, Bolzano, Catanzaro, Arezzo, Pordenone, Trento, Vimercate, Monterotondo, Sassari, Cervia, Benevento, Casamassima, Iesolo, Ferrara, Como, La Spezia, Savona, Reggio Di Calabria, Moncalieri e altre 239 piccole localita' che le statistiche accorpano in un unica dicitura.
Un "thank you very Obongo" a tutti coloro che mi hanno letto dai seguenti paesi: United Kingdom, United States, Ireland, Germany, France, Brazil, China, Spain, Singapore, Switzerland, Japan, Sweden, Turkey, Portugal, Belgium, Romania, Serbia, Montenegro, Mexico, Canada, South Africa, Hungary, San Marino, Albania, Denmark, Lithuania, Netherlands, Greece, Chile, Georgia, Slovakia, Argentina, Taiwan.
A lunedi', con il nuovo post...
Vostro devotissimo
Figghiu

mercoledì 15 agosto 2007

L'atollo degli sconosciuti

Grande fervore negli studi di "Canale 1" dove gli autori stanno mettendo a punto i dettagli del nuovo reality show che secondo le aspettative dovrebbe rivoluzionare la prossima stagione televisiva.
Ambientato in uno sperduto atollo fra i tanti che circondano la Groenlandia questo nuovo programma e' stato studiato a tavolino da esperti autori ed analisti di mercato, nel disperato tentativo di rispondere ad un pubblico che in materia di reality ha visto di tutto ed ha ormai raggiunto il livello di saturazione.
Nella mente degli autori c'e' l'idea di spiazzare l'audience con un ambizioso progetto mai realizzato prima: dieci persone intelligenti, del tutto sconosciute, coabiteranno civilmente in un ambiente inospitale.
Alcuni punti fermi del regolamento impediranno ai partecipanti di andare in giro seminudi, flirtare come adolescenti in calore, esprimersi come scaricatori di porto, ubriacarsi in maniera molesta, urlare, picchiarsi o fornicare di fronte alle telecamere e, per la prima volta nella storia dei reality show, parlare in maniera sgrammaticata!
I partecipanti hanno gia' annunciato di non temere in maniera particolare il ferreo regolamento in quanto non interessati ad alcuna delle suddette cose. Il cast sara' composto da: un professore di fisica, un marionettista, un ginecologo, un violinista, una imprenditrice edile, due sorelle gemelle impegnate nel sociale, un generale in pensione ed una scrittrice, tutti rigorosamente sconosciuti al grande pubblico e con quoziente intellettivo superiore a 150.
Questo variegato lotto si confrontera' su vari temi di attualita' e cultura generale ed ogni settimana il pubblico da casa votera' per mandare in nomination due dei concorrenti. I due selezionati si sfideranno su una serie di domande riguardanti gossip e calcio e verra' eliminato quello che totalizzera' il piu' alto numero di risposte esatte.
Le prove settimanali perderanno i loro caratteristici connotati a base di beceri sbagassamenti in costume e lotte nel fango: verranno infatti sostituite con dibattiti sui grandi traguardi della scienza, biografie di uomini illustri, illustrazione di opere d'arte e, di tanto in tanto, qualche spunto ironico per rallegrare gli animi.
Ferve dunque l'attesa da parte di autori e pubblico, mentre gia' si levano le prime voci critiche.
In particolare la soubrette Kika Delaños si dice convinta di un inevitabile flop. I bene informati dicono pero' che il suo scetticismo sia dettato da puro risentimento per non essere riuscita ad entrare nel cast dello show. La Delaños, sostengono voci vicine all'ambiente televisivo, non ha passato la selezione alla quale si era astutamente presentata senza trucco e completamente vestita, nel tentativo di non farsi riconoscere.

venerdì 10 agosto 2007

Neofondamentalismi

In un'epoca come questa, popolata da grande confusione etica, proliferano associazioni e correnti di pensiero, spesso di stampo fondamentalista, tra le più disparate e singolari.

I bambini di Linux
Nati da una fazione scissionista delle "Bestie del Mac" si pongono come obiettivo la purificazione dell'anima attraverso l'adozione di software open source e l'invio di un sofisticatissimo virus informatico in grado di cancellare i dati sull'hard disk con la scolorina.
I sistemi di intelligence hanno rivelato che il piano dei bambini di Linux è quello di estendere la loro missione al boicottaggio di qualsiasi regime monopolistico o predominante presente sul pianeta in favore di alternative attualmente in minoranza.
Nell'agenda di questi estremisti, troviamo tra gli altri: la sostituzione del pantalone da uomo con il kilt, la promozione televisiva del backgammon al posto del calcio, l'insegnamento dello swahili al posto dell'inglese nelle scuole ed una equa ripartizione dei pinguini tra Polo Nord e Polo Sud.

Gli ipervegetariani
L'ala dura dei vegetariani più incalliti aderisce ora ad un nuovo estremo manifesto: mangiare solo vegetali che siano evidentemente non più vivi.
Elaborati test, a base di elettrodi e reagenti chimici, sono stati messi a punto da scienziati che hanno abbracciato questa filosofia di vita per riuscire a chiarire al di là di ogni ragionevole dubbio quando una zucchina può essere considerata deceduta e quindi adatta al consumo senza che le siano causate sofferenze.
Tra le altre peculiarità che contraddistinguono gli ipervegetariani vale la pena ricordare quella di non mangiare alimenti che possano essere associati a nomi di animali (esempio: "capra e cavoli", "volpe e uva") e quella di assicurarsi che il gelato sia effettivamente passato a miglior vita prima di affogarlo nel caffé.

Un nuovo ordine massonico
Ha avuto poca fortuna invece il nuovo ordine massonico istituito dal Gran Maestro Venerabile Udo Von Fuffembach. La segretissima loggia, battezzata "Supremo Tempio Romano Ortodosso Nuovi Zoroastri Illuminati", si proponeva come obiettivo la fusione in un unico progetto comune delle migliaia di organizzazioni massoniche sparse per il globo. I problemi della segretissima associazione sono sorti al momento di stabilire un segretissimo saluto che riassumesse tutti i migliaia di segretissimi saluti in un unico rituale. Il risultato è stato una bizzarra commistione di strette di mano, tocchetti, strizzatine d'occhio, buffi versi e criptiche frasi in latino della durata di 47 minuti (nella versione abbreviata) che è bastato a dissuadere anche i più ferventi sostenitori del progetto "S.T.R.O.N.Z.I."

BluePeace
Oltranzisti di stampo reazionario-contadino, prendono ispirazione dai più moderati "cugini" di Greenpeace e si propongono di sradicare l'inquinante cultura consumistica delle multinazionali per sostituirla con una più ecosostenibile.
Capisaldi del programma di Bluepeace sono la creazione di uno Stato democratico sottomarino per le balene corredato da opportune strutture atte ad accogliere le balene quali, orfanotrofi per balene, scuole per balene, centri sociali per balene e campi sportivi per balene.
Bluepeace si è fatta recentemente promotrice di una mozione presso le Nazioni Unite nelle quali richiede l'abolizione dell'arcobaleno in quanto la parola "arco" accostata alla parola "baleno" rappresenta da sempre una causa di traumi psicologici nell'immaginario del cetaceo medio.


martedì 24 luglio 2007

L'elfo Gu

Dopo le esilaranti avventure del folletto Frittata, un altro simpatico personaggio e' giunto ad allietare le vostre letture su Obongo Forever.

Nel medioevo in Toscana viveva l'elfo Gu.
Personaggio contoverso, veniva apostrofato dai piu' come "Gu, elfo!", mentre altri, forse per il suo aspetto accattivante, solevano dirgli inteneriti: "Ghi bellino!"
Grande amante dei proverbi, l'elfo Gu era un tipo patologicamente smemorato e distratto; la sua situazione, pero', non lo preoccupava piu' di tanto, poiche' lui si dimenticava di esserlo.

Il suo vero nome era in realta' Gianberengario da Forlimpetacchia Inferiore sull'Arno, ma ogni volta che cercava di ricordarselo, l'unico monosillabo che gli usciva dalla bocca, accompagnato da un'aria di beata demenza, era sempre e solo "gu".
Certo la distrazione gli aveva provocato qua e la' qualche guaio.
Come quella volta che doveva portare il cane a fare pipi' per poi recarsi ad un incontro galante con la fidanzata. Non appena arrivati in prossimita' di un tronco, la fidanzata lo lascio', appunto in tronco, mentre il cane da quel giorno smise di abbaiare.
"Morto un Papa, impara a zoppicare" era stato il suo commento stizzito.

Un'altra volta aveva rischiato grosso recandosi alla partita di Pallamaschia. Si giocava il derby tra i Bischeroni di Firenze ed i Grullacci di Prato. Gu, tifoso dei Bischeroni, era uscito di casa terrorizzato dall'idea di sbagliare fazione e finire tra gli ultras dei Grullacci.
Fortunatamente non sbaglio' fazione, ma solamente strada, recandosi al cimitero comunale giusto in tempo per il funerale della contessa Fucecchi-Arcangeli.
"Non tutto il male e' sempre piu' verde", aveva sentenziato fatalista.

Gu si scordava continuamente qualcosa: le chiavi di casa, il numero di telefono, il pin del bancomat, la password per entrare in rete ed anche se molte di queste cose in quell'epoca non esistevano, lui era talmente distratto da averle gia' scordate.
Una volta si scordo' anche il pianoforte; risolse il problema chiamando l'accordatore.
"Il diavolo fa le pentole che ci lascia lo zampino" era solito esclamare.

A causa della sua memoria ballerina i ricordi gli sfuggivano in punta di piedi e soleva finire nelle mire di avventori maleintenzionati che gli chiedevano di saldare debiti inesistenti.
Per ovviare a tale probelma, Gu aveva pensato di rivolgersi al contabile olandese Hecksell in cerca di aiuto. Costui aveva riportato in maniera precisa su di un grande pezzo di carta tutti i debiti ed i crediti dell'elfo.
"Verba volant, carpe diem!", esclamo' Gu soddisfatto per il buon lavoro del contabile.

Quando Mastro Arraffa si fece avanti con la pretesa di riscuotere una somma di denaro, l'elfo Gu penso' di aprire il foglio per controllare. Il foglio precedentemente ripiegato in maniera misteriosa non volle pero' saperne di aprirsi e l'unica cosa che Gu pote' fare fu leggere la scritta sul retro del medesimo: "Si e' verificato un errore nell'apertura del foglio, contattare il servizio clienti".
Non avendo ben chiaro cosa fosse il servizio clienti, pago' Mastro Arraffa e mentre bestemmiava in aretino stretto, Gu penso' che sarebbe stato il solo in tutta la storia dell'umanita' cosi' scemo da usare un foglio di Hecksell.
Non avendo risolto il suo problema Gu cerco' nuovamente di capire come tutelarsi una volta per tutte da personaggi truffaldini quali mastro Arraffa.
Penso' dunque: "chi e' causa del suo mal, scagli la prima pietra!" e gli venne in mente una brillante idea.
Si vesti ed usci' di casa, recandosi dritto dal contabile Hecksell, che lo accolse benevolo, chiedendo cosa potesse fare per lui.

giovedì 12 luglio 2007

Intercettazioni e dintorni

In esclusiva per i lettori di Obongo Forever gli ultimi casi di cronaca legati ad intercettazioni telefoniche, controverso e potente strumento nelle mani della giustizia italiana.

Scandalo ad Otranto, dove la signora Mimma Roversi e' stata inchiodata da una telefonata nella quale confessava senza nessuna remora alla cugina di avere volontariamente oltraggiato con la scritta "Putana" la cassetta delle lettere della sua vicina di casa della quale da tempo non condivideva lo stile di vita ritenuto troppo libertino.
La Roversi e' stata processata per direttissima e condannata a due mesi con la condizionale, al pagamento dei danni morali ed inserita in un programma di rieducazione grammaticale.

Simile sorte e' toccata al giovanissimo Filippo Cippetta.
Il tredicenne di Catanzaro e' stato incriminato a seguito di una conversazione intercettata nella quale riferiva al compagno di banco Ernesto Colasanti di avere scaricato da un sito internet per adulti ben 35 film con protagonsita la pornostar Bella DiBocca.
Alle pressanti richieste del Colasanti di poterli vedere, il Cippetta non ha esitato un attimo ad offrire il materiale in questione, peraltro coperto da copyright, al prezzo di due barrette di cioccolato ed un sacchetto di patatine.
Il caso e' al vaglio del tribunale dei minori e degli investigatori che stanno da mesi analizzando accuratamente i dvd sequestrati all'indagato, al quale e' stata inflitta una pena detentiva in camera sua da parte dei genitori.

Sconcerto pure a Vercelli dove grazie alle intercettazioni sul cellulare di Arnaldo Pezza e' stata sgominata una vera e propria associazione a delinquere.
Il Pezza e' stato intercettato mentre organizzava il solito incontro di poker del giovedi' al circolo degli Alpini con i suoi amici pensionati.
Finiti nella rete degli investigatori, gli arzilli scommettitori sono stati tutti catturati durante la partita clandestina. Sequestrate anche le somme di danaro giocate dalla combriccola per un totale di 12 euro e 47 centesimi.
Possibile una denuncia per riciclaggio di denaro sporco per Ernesto Coppi, il membro della banda che si occupava di comperare le birre per tutti: il Coppi sfruttando la conoscenza con il suo cugino Manlio riusciva ad ottenere la birra ad un prezzo di favore, facendo la cresta sulla cifra concordata.
Gli investigatori sono al lavoro per sapere dove sia finito il denaro mancante.

Sembrano dunque non finire i casi di nuove intercettazioni telefoniche quando ancora non si e' placata l'eco del caso Viscioloni. Mesi fa furono intercettate svariate centinaia di telefonate con il boss mafioso Pippo "o' carnefice" durante le quali il Ministro Viscioloni aveva fatto esplicita richiesta, tra le altre cose, di una partita di venti chili di cocaina, quattro omicidi ed il rapimento di un bambino.
I piu' attenti hanno gridato allo scandalo quando in coincidenza della fine del processo e' stata varata una nuova legge che tutela le vittime di intercettazioni, proprio nel caso in cui abbiano ordinato un certo quantitativo di droga, di omicidi o rapimenti da parte di un mafioso.
Il Ministro, scagionato dalle accuse e assolto con formula piena, si e' detto soddisfatto della sentenza dichiarando di non avere mai nutrito dubbi sul sistema giudiziario.

giovedì 28 giugno 2007

Intervista a Baldo Pecorelli Allmann

Baldo Pecorelli Allmann, l'uomo, l'imprenditore, l'erede.
Il giovane rampollo di casa Pecorelli si concede in un intervista a tutto tondo per i lettori di Obongo Forever, fra mondanita', grandi progetti e piccoli segreti.

OF: Baldo qual e' il segreto del suo successo?
BPA: Tanta creativita'.
OF: Si riferisce alla linea di capi d'abbigliamento "Vestiti" che ha recentemente lanciato sul mercato?
BPA: Si li disegno io personalmente.
OF: La maglietta con la scritta "maglietta" ed il giubbotto con la scritta "giubbotto"?
BPA: Modestamente una gran bella trovata. Pensi che Stefano e Domenico [Dolce e Gabbana, ndr] mi hanno tormentato per mesi per sapere come mi fosse venuta in mente un'idea cosi' d'avanguardia. Hanno perfino organizzato un party in mio onore ed in onore delle idee di avanguardia... Ci sono andato vestito con l'abito con scritto "abito"... 
OF: Lei e' approdato alla moda solo recentemente. Il suo background pero' e' di tutt'altro stampo.
BPA: Io ho frequentato il Liceo Classico Italiano De Fichettis a Parigi per poi trasferirmi a New York.
OF: Di cosa si e' occupato in America?
BPA: Avevo bisogno di staccare da quegli ambienti un po' retro del vecchio continente. Mi sono recato negli Stati Uniti per studiare le mie sinergie interiori. Dovevo sincronizzare il mio ego attraverso una serie di input vitali per rimpossessarmi del mio presente, incanalare le mie energie positive... Non so se mi segue?
OF: Forse no, ma giornalisti e paparazzi di certo sembravano seguirla: 410 copertine in 2 anni su "Scandalo 2000" e altrettante su "CuccaVip".
BPA: So dove vuole andare a parare: i giornalisti pur di vendere inventano mille storie.
OF: Lei e' stato fotografato e ripreso mentre sniffava cocaina dalla schiena di un bambino thailandese e mentre toccava impropriamente una capretta.
BPA: I miei avvocati hanno dimostrato che e' stato tutto un grande equivoco. E' stato provato in aula che il piccolo era un pastorello di Bangkok che veniva usato da un pericoloso narcotrafficante come corriere. In quella occasione io ho sventato un pericoloso piano criminale ai danni del poverello, portando lui ed il suo animale in salvo. Poi nella confusione il bimbo ha perso i vestiti e la droga gli e' finita sulla schiena, io sono stato colpito al capo e mentre riprendevo fiato ne ho inalato involontariamente una piccola quantita'. La capretta, in quel parapiglia, la ho acchiappata come potevo.
OF: Ad ogni modo dopo il processo ha lasciato New York.
BPA: Si, ho pensato che era il momento di tornare in Italia per cercarmi un lavoro.
OF: Ha quindi creato la "Vestiti"?
BPA: No, prima sono diventato amministratore delegato dell'azienda di famiglia.
OF: Non male come primo impiego.
BPA: Le confesso che economicamente questo lavoro non e' poi malaccio, ma da un punto di vista umano non mi ha mai consentito di realizzarmi. Non ho occasione di esprimere liberamente tutto il mio potenziale creativo.
OF: Quando ha avuto avvisaglie di cio'?
BPA: Ad esempio ad un consiglio di amministrazione mi hanno chiesto un parere sul budget del nuovo anno. Tutto pieno di numerini. Ma io odio i numerini. Avevo tre in matematica. E poi ancora con questi "numerini" nel nuovo millennio? Ho proposto che venissero immediatamente sostituiti da macchie sgargianti di colore e pezzi di stoffa vellutata con sopra scritto "budget", altrimenti qualcuno avrebbe finito per confonderlo con un sudoku, non trova?
OF: Dopo il lancio della "Vestiti", cosa c'e' nel futuro di Baldo Pecorelli Allmann?
BPA: Assolutamente un bel periodo di totale riposo e vacanza. Nelle ultime due settimane ho lavorato come un pazzo per riuscire a finire il design del nuovissimo cappellino della "Vestiti" con scritto "cappellino". Pensi che Giorgio [Armani, ndr] e' uscito sul mercato con il cappellino con scritto "cappello" e non sapevo piu' cosa inventarmi.
OF: Dopo il suo rientro da Rio de Janeiro tre settimane fa, dove la vedremo questa volta?
BPA: Andro' a Bangkok, per qualche mese.
OF: Concludiamo con una nota di cronaca rosa. I bene informati la vogliono sentimentalmente vicino a Elodie Camambert, rampante imprenditrice francese. Conferma?
BPA: Elodie e' solo una cara amica. I reciproci impegni personali ed alcune sue scelte ci hanno allontanato di recente.
OF: Si riferisce al fatto che sia stata vista in compagnia di un misterioso accompagnatore a Cannes?
BPA: No. Ha deciso di vendere ad un concorrente la fabbrica di formaggio caprino che io volevo acquistare.


martedì 19 giugno 2007

Calciomercato mon amour

Come ogni anno impazza nell'estate il calciomercato. Acquisti, scambi, pettegolezzi e manovre delle squadre in vista della nuova annata sportiva sono il sale che da anni ormai condisce le vacanze del tifoso italico.

Voci vicine all'ambiente danno la Juventus sempre più vicina a Pedro Luiz Miralcros fortissima ala spagnola. La squadra torinese ha previsto un ingaggio triennale per 14 milioni di euro al mese. Il giocatore intervistato a proposito ha commentato: "es siempre estado mi sueno poder jugar en e la Juventus. jo soy grande tifoso. jo amo molto italia. italianos muy caloroso!"

Il Chelsea da par suo non è certo rimasto a guardare, rilanciando con un offerta di 25 milioni di euro al mese più un bonus di varie zoccole siberiane al giorno per 5 anni da scegliersi a catalogo, gentile omaggio del presidente Abramovich. Il giocatore intervistato a proposito ha commentato: "es siempre estado mi sueno poder jugar en e la Chelsea. jo soy grande tifoso. jo amo molto englatera. englesos muy caloroso!"

L'Inter invece sta procedendo ad una massiccia campagna acquisti per il completamento del suo parco giocatori. La società prevede di portare l'organico a 134 effettivi, tra i quali 118 stranieri, 6 allenatori ed un piano di allargamento dello stadio di san siro, con inserimento di altre 4 porte, per poterli farli allenare tutti insieme. Scetticismo da parte dei bene informati sulla mozione presentata alla federazione per aumentare il numero di giocatori per squadra da 11 a 33.

Le piccole squadre da par loro si danno da fare pur con budget diversi. L'Atalanta ha ingaggiato tre squadre intere del Mali per cinque anni allo stesso costo complessivo di una serata in discoteca del bomber Vieri. I giocatori, tutti sprovvisti si permesso di soggiorno e di età media inferiore ai 16 anni, sono stati gentilmente accolti da una delle società sponsor della squadra bergamasca ed impiegati come lavoratori part time in una fabbrica di polenta taragna.

La Roma punta invece sui gioielli di casa, sempre alla ricerca del nuovo Totti. Quest'anno farà il suo debutto in prima squadra il giovanissimo Brando Capracotta, diciottenne di belle speranze, che dopo essersi messo in evidenza in un'unica apparizione nella nazionale giovanile, dove ha segnato con un fortuito rimbalzo della palla sotto l'ascella, ha visto crescere le sue quotazioni in una sola settimana, fino alla ragguardevole cifra di 4 milioni di euro al mese.
Intervistato dai giornalisti sportivi Capracotta ha commentato: "Aho, ce lo so che so ffortunato cioè li regazzini deveno annà a scola e io nun è che annavo tanto bbene, speciarmente nitaliano, però ce lo sai che è, io annavo aggiocà cogli amici mia che se conoscemio de quanno che eravamo regazzini e semo cresciuti nzieme... cioè mo, mmagari cioè spero che er mister me facci ggiocà perche se lo decide er mister pe' Capracotta va bbene, che io possò pure sta'n panchina se nun me fa ggiocà, poi io aspetto er momento bbono, m'alleno, cioffiducia ner mister, che lui ce parla a nnoi ggiovani, poi ce Totti, grande France', speramo de fa bbene, io m'alleno, e me metto a disposizzione d'a squadra..."

Protagonista indiscussa del calcio mercato sarà quest'anno, ancora una volta, il Real Madrid. Dopo Zidane, Owen, Roberto Carlos, Beckham e tutta una serie di nomi illustri del calcio ingaggiati negli anni precedenti, la compagine madrilena si appresta a mettere a segno una campagna a dir poco inarrivabile. Già chiuso l'affare per l'acquisto di tutta la nazionale argentina al completo, a Madrid si danno ormai per certi gli arrivi di Pelè, Maradona, Rumenigge, Baggio e tutta una sfilza di leggende del passato riesumate per l'occasione a prezzi faraonici. La cifra complessiva per questa operazione non è ancora ufficialmente nota, ma i bene informati azzardano una stima pari all'acquisto di un pianeta del sistema solare con tutti i satelliti.
Il soprannome di "galacticos", mai come in questo caso, sarà meritato.

A margine delle varie notizie di calciomercato ha destato scalpore il singolare caso di Elio De Magistris, un brillante laureato in fisica teorica. Il giovane scienziato, dopo la scadenza dell'ennesimo contratto di collaborazione a progetto a 750 euro al mese, è balzato agli onori della cronaca per avere rapito e segregato il coetaneo Mirko Frucchi, terzino della Fiorentina. De Magistris sfruttando l'incredibile somiglianza fisica con il Frucchi si è per lui spacciato presentandosi qualche giorno fa al ritiro estivo della squadra.
Il suo piano per sperare in un futuro migliore è però andato storto. Già insospettiti dall'ottimo eloquio del De Magistris, capace addirittura di coniugare il congiuntivo ma sfortunatamente scevro di nozioni calcistiche, i compagni di squadra non hanno avuto più dubbi quando il giovane, al primo passaggio ricevuto, ha raccolto la palla con le mani, urlando "gol".

martedì 22 maggio 2007

Obongo è vivo, non temete

Cari (pochi ma buoni!) adorati lettori di Obongo,
mi scuso per la prolungata assenza dovuta a problemi personali che mi hanno, ahimè, tolto tutta la voglia di ridere e far ridere per tutto il recente passato.
Le cose vanno meglio ora ed ho intenzione nel prossimo futuro di riprendere dove avevo lasciato, cercando di regalare qualche sorriso a voi ed un po' di divertimento a me stesso, con la pubblicazione di nuovi pezzi.

Vostro devoto,
Figghiu

ps: se tra di voi si nascondono affezionate lettrici single, con la terza (o superiore), ninfomani e bisex questo è il momento buono per farvi avanti con una foto.
Che sia la volta che ricomincio ad andare in chiesa se mi succede il miracolo...

lunedì 26 marzo 2007

Il pupazzo Khulo

Ci occupiamo oggi del nuovo scottante personaggio televisivo che recentemente ha fatto molto parlare di se. Amato dai bambini, detestato dai genitori, coccolato dai pubblicitari, il pupazzo Khulo, il controverso protagonista del nuovo contenitore pomeridiano per i piu' piccoli si trova al centro di incandescenti polemiche.

Il noto pupazzo, che prende il nome dalla sua forma tipicamente a sederino, deve il suo successo a triviali gag di basso profilo ingaggiate con la sua spalla, il mimo Maerda. A suon di vibranti peti, sculaccioni e improbabili dialoghi tra un muto e un ano lo show del pupazzo Khulo si e' ritagliato un largo spazio tra le prefrenze dei piccoli telespettatori, non mancando di raccogliere le reazioni indignate di molti genitori.

"Mia figlia l'altro giorno e' venuta a chiedermi se anche a lei un giorno cresceranno dei denti come quelli del pupazzo!" ha sottolineato un genitore esasperato al telegiornale.
"Da quando esiste quello sgorbio mio figlio non fa che imitarlo e cerca in continuazione di mangarsi le zucchine, le carote, le melanzane, come le mangia il pupazzo... Insomma avete capito no... Vi sembra normale tutto questo?" e' stato il commento di un'altra madre profondamente preoccupata.

I produttori del programma tuttavia, forse sollazzati dagli eccellenti indici d'ascolto, non danno molto peso alla polemica e sdrammatizzano: "riteniamo che lo show del pupazzo Khulo sia un buon intrattenimento ed anche un programma di qualita'. Pensiamo che il nostro personaggio possa essere considerato come una sorta di carattere apripista per iniziare alla comicita' quello stesso pubblico che, un giorno, riempira' i cinema per andare a vedere i film di Natale e le commedie all'italiana."

I genitori pero' non ci stanno ed hanno sporto una denuncia a seguito della puntata in cui il mimo Maerda inserisce in modo brusco un sigaro cubano tra le chiappe del pupazzo Khulo. "Non ci hanno capito", spiegano stizziti dalla direzione di rete "Chi ha osservato bene la trasmissione ha visto Khulo non gradire decisamente il sigaro, tossendo ripetutamente ed andando su tutte le furie. Una chiara presa di posizione contro il fumo ed i danni che ne derivano, a beneficio di tutti i giovani telespettatori. E ci hanno pure denunciato!"

Ad ogni modo, per ora, la trasmissione va avanti.
I creatori del programma hanno lasciato trapelare una serie di indiscrezioni sulla seconda serie attualmente in lavorazione."Abbiamo deciso di integrare dei nuovi personaggi nello show; degli altri punti di riferimento che servano ai giovani come modelli televisivi per quando diventeranno gli spettatori adulti di domani".
Fonti attendibili segnalano come certi gli ingressi del mago Truffone, con i suoi incantesimi per far passare l'acne e la sua rubrica "Il mio primo oroscopo", e della valletta Kika Delaños in qualita' di conduttrice di un piccolo gruppo di ballerine: le Pelosine di Khulo.


Illustrazione originale di Uros Savić per Obongo 

venerdì 9 marzo 2007

Tunz Tunz Tunz

Serata live al Rivierah di San Castigliano al Monte: Ultra Night Xprience featuring Hip Hop, Vibe Tunes, Jungle House, Trip Acid and Tribal Sounds.
Resident in da house: Dj Bebo Coccolini.
Special guest, dal TaoZen di NY: Frankie Cuccurullo.
Vocalist: Lafayette.
Animazione: Pump-it Studio.

Tunz Tunz Tunz

Ovunque: tipe truccatissime, che sembra abbiano strofinato la faccia su di un'insalata russa, con il perizoma sadomaso quasi tutto fuori dalla minigonna e tipi con il giubbottino attillatissimo con la scritta "X-tnd NRG" e le sopracciglia ritoccate.

Tunz Tunz Tunz

"Sentite la vibrazione? This is Ultra Night Xprience per voi!"
"Rivieraahh! Fatevi sentireeee!"
"Dance, come on!"
"Dai ragazziiii"
"ENERGIAHHHH!"
"Tunz tunz tunz" [riproduce il Tunz con la bocca]
"Dj Bebo, per voi, Rivierah! Ninethreetwothousandandseveeeen!" [9/3/2007]
"This is the night-night-night..." [eco]
"Dance, dance, check it out!"
"Tunz tunz tunz" [rifa il Tunz con la bocca]
"ENERGIAHHHH!"

Tunz Tunz Tunz

Una tipa conversa al telefono appoggiata ad una delle cassa.
"SIIIIII C'E' ANCHE LA SUA EX QUELLA TROIA --- COSAAHHH??? --- CIOE' GUARDA IO A QUELLA FINISCE CHE POI --- COSAHHHHHH?????? --- CIOE' VIENI TI PREGO, NON SO COSA FARE, CIOE'..."
Due amiche vanno in bagno. Altre due amiche vanno in bagno.
Molti ragazzi stazionano di fronte al bagno delle donne.
"SCUSA CIOE' MA LO SAI CHE LA TUA AMICA E' AMICA DI UN MIO AMICO?"
"COSAHHHH?"

Tunz Tunz Tunz

Il barman scaglia per aria: un bicchiere, pezzi di ghiacchio, una bottiglia di rum ed una fettina di limone. Atterrano tutti insieme, lui ci spara dentro la Cola ed il drink e' pronto. Giusto per distrarti dal fatto che il drink e' composto per nove decimi da ghiaccio: venti euro per un pezzetto di iceberg e' un prezzo ragionevole nell'era dell'Effetto Serra.

Tunz Tunz Tunz

Parte il riempi-pista: "Fuck shit fuck" di G-Copkiller il famoso rapper americano.
"Fuck you fucker motherfucker..."
Comincia a riempirsi la pista.
"Fuck and shit, fuck da fuck and more shit..."
La pista e' quasi piena.
"My money and the fuck doing my shit killin cops, fuck fuck fuck..."
Ballo anch'io.
Il ballo del tonno in lattina.
Ginocchiata. Gomitata. Sguardo assassino. Spinta. Spintone. Altra gomitata. Divanetto.

Tunz Tunz Tunz

[Arrivano quelli di Tunz-Muzic, il famoso programma televisivo dedicato al mondo delle discoteche; intervistano Lafayette]
TM: "Amici di Tunz-Muzic siamo alla Ultra Night Xprience del Rivierah! Con noi, il mitico Lafayette!"
LF: "Ciao raga! ENERGIAHHH!"
TM: "Ciao Lafayette. Bellissimo qui, davvero!"
LF: "Bellissimo, stupendo, mitico! Il Rivierah e'... Troppo, TROPPOOOOO!!!"
TM: "Quale e' il segreto della vostra serata Ultra Night?"
LF: "Beh guarda, noi proponiamo una serata diversa, troppo diversa, cioe' non so se mi capisci, cioe': diversa."
TM: "Da quello che vedo qui, voi fate tendenza."
LF: [si tocca la fronte con il dorso della mano buttando la testa all'indietro un po' schifato] "No! Ti prego! Non usare quella parola!"
TM: "..."
LF: "Noi qui al Rivierah, non facciamo tendenza, noi facciamo: AVANGUARDIA!"

martedì 6 marzo 2007

Di megere e pizzerie

Stralci di storie di vita vissuta tra posti e personaggi degni di nota.
Sono certo che alla fine converrete con me che tutti abbiamo nel cuore una Megera o un Maiale.

Gianni il sorridente.
Gianni e' il cameriere di una pizzeria.
Lo potete riconoscere per questo semplice particolare: dal momento in cui mettete piede nel locale dove lavora, lui vi odia.
Gianni il sorridente e' democratico: a prescindere da chi voi siate o da cosa rappresentiate, lui comunque vi detesta con tutte le sue forze, solo perche' siete li'.
Il solido principio che regola la sua vita e' il seguente: "Che cazzo ci fate voi nella pizzeria dove lui, per il fatto che ci siete andati, sara' costretto ora a lavorare per servirvi la pizza e la birra?"
"Non potevate andare a mangiare affanculo?" sembra bofonchiare ogni volta che un cliente gli chiede un tavolo. Non pago di cio', fa di tutto per esternarvelo pur se con un certo savoir faire. Grazie ad un selfcontrol degno di Carlo di Inghilterra, vi trattera' con professionalita' mentre probabilmente desidera buttarvi vivi dentro il forno a legna, vi chiedera' con garbo che pizza volete, mentre segretamente si concentra nel tentativo di provocarvi danni fisici con le sue malefiche onde cerebrali cariche di astio.
Probabilmente vittima di una paresi parziale della mascella sin dalla tenera eta', leggende metropolitane raccontano che Gianni abbia sorriso una sola volta nella vita: si era distratto.

Dal Maiale.
Il Maiale e' un uomo grande e grosso con i baffi che ha una pizzeria.
Sull'igene del Maiale, in realta', nessuno ha nulla da dire: primo perche' davvero sembra una persona pulita, secondo perche' e' enorme e ha la faccia da cattivo.
Il Maiale deve tale nome al suo locale: una sorta di porcilaia costruita ed arredata (arredata?) con cattivo gusto e mezzi di fortuna.
Fino a qualche tempo fa l'ingresso della pizzeria del Maiale era sovrastato da cartello al neon con una scritta nera su sfondo giallo (in perfetto stile "Bocca di rosa") che recitava "pizzeria". Minimalista.
Sotto il cartello, una porta a vetri. Nel senso di "molti vetri"; tutti diversi tra loro e sistemati a comporre una sorta di puzzle al silicio, frutto forse dell'assemblaggio di un finestrino di Skoda con bottiglie di birra riciclate.
Una volta dentro il locale mostrava il peggio di se': difficile trovare piu' di tre bicchieri uguali, le tovaglie rigorosamente di carta, le forchette e i coltelli non sempre pulitissimi.
La tappezzeria era composta da carta da parati con un disegno che ricordava il legno di una baita di montagna: il legno era finto, ma i chiodi arrugginiti che spuntavano qua e la' dalle pareti erano veri. Ovunque enormi foto di squadre di pallavolo di serie non pervenuta, nelle quali campeggiava il baffuto Maiale in qualita' di sponsor, contento e sorridente, forse perche' leggendo sulle maglie della squadra era riuscito a sapere come si chiamasse il suo locale.
La televisione sempre a volume altissimo e sintonizzata sul programma piu' squallido della serata (sono riuscito a rivedere, tra gli altri, "La pretora" e "Io zombo, tu zombi egli zomba") era sistemata sopra una di quelle credenze tanto in voga in epoca fascista e circondata da enormi zucche da esposizione, probabilmente gia' vincitrici di premi in fiere agricole di qualche anno fa.
Un giorno io ed i miei amici, fedeli estimatori della pizza del Maiale, ci recammo li', trovandoci di fronte ad una porta a vetri con i vetri tutti uguali.
Entrammo dentro un po' spaesati e notammo che i tavolini erano stati apparecchiati con una bella tovaglia rosa, i bicchieri erano (quasi) tutti uguali, le posate (quasi) tutte pulite, il mobile fascista non c'era piu' e neanche i chiodi arrugginiti; per non parlare della tappezzeria che era stata eliminata del tutto in favore di una ritinteggiatura integrale.
Le zucche campionesse erano state rimosse e con loro le foto dei pallavolisti di serie C2.
La pizza era sempre buona, ma non ci siamo piu' tornati.
Il Maiale si era demaializzato, non era piu' la stessa cosa.

Locale a norma di Megera.
Io ed i miei amici scoprimmo un pub meraviglioso. Una vera e propria bettola che facemmo diventare la nostra seconda casa, nella quale la birra costava come l'acqua e l'orrendo spettacolino di karaoke, dopo poche settimane, era diventato un nostro monopolio.
La vera perla di questo posto era la gestione familiare.
Padre, madre ed una squadra di figli e figlie che si alternavano a lavorarci dentro.
E la mamma, signori miei, era una vera e propria mamma!
Intendo: una "mater" mediterranea da campionato. Un tripudio di donnone, a occhio e croce sui centomila chili netti, che soleva installarsi per tutta la serata su tre sedie e da sotto le folte ciocche di capelli grigi, controllava il locale con il suo sguardo corrucciato. Una sorta di buttafuori kitch dipinto da Botero, con la faccia incazzata ed i modi di un mostro Haniba.
Quel simpatico bettolone, con tutta la sua Megera dentro, chiuse un giorno di punto in bianco e noi esuli pellegrini cominciammo a girarne degli altri, come figli spaesati che non sanno che fine ha fatto la loro mamma.
Dov'era la nostra Megera? Ne avremmo mai trovata un'altra di tale livello?
Io ed il mio amico Obongo, compagno di sbronze e cantate al karaoke, dopo avere girato un sacco di posti, finimmo un giorno nell'ennesimo pub.
Ci piaceva: era truzzo, la birra costava come l'acqua ed il karaoke poteva diventare un nostro monopolio. Obongo, un po' triste, mi fece pero' notare che non c'era la Megera.
Io annuii, un po' sconsolato: "Dai, non e' male comunque... e' veramente una bettola!".
Scosse la testa: "Non c'e'. Inutile prenderci in giro, se non c'e' non c'e'."
All'improvviso, da dietro una tendina, ecco materializzarsi un monumentale esemplare di donna-ippopotamo. Si installo' trionfante su un numero imprecisato di sedie, incazzatissima e inizio' a controllare la situazione.
Goduria.
Il locale era a norma di Megera.

Afeto.
A forza di girare i locali dove si fa il karaoke, nei quali le disgrazie sonore come me possono dare libero sfogo ai propri istinti repressi, mi sono imbattuto in Afeto, un ragazzo sardo dotato di ottime qualita' canore.
Non altrettanto si poteva pero' affermare delle sue qualita' in fatto di pronuncia: e' infatti risaputo che i sardi hanno una lievissima tendenza naturale a raddoppiare le consonanti, e lui proprio non faceva eccezione.
Durante le sue esibizioni si potevano apprezzare delle versioni rinforzate di "Celleste nostalgia", "Questo piccollo grande ammore" o di "Vafffancullo".
Qualcuno glielo ha fatto notare e lui ci ha messo una pezza.
Il mio solito amico Obongo lo ha ritrovato a distanza di mesi in un altro posto mentre cantava "Cleptomania" dei Sugarcubes.
... aiutami a guarire da questa mia malattia...
Evvai! Bravo! Ma-lat-ti-a una elle sola. Bene!
...AFETO da una strana forma...

venerdì 2 marzo 2007

Noi ci si divertiva con un niente

A seguito del post di dicembre, nel quale abbiamo menzionato alcuni antichi giuochi, sono arrivate centinaia di migliaia di lettere in redazione da parte di affezionati non piu' giovanissimi lettori.
Ai giovani di ieri e di oggi e' dedicata questa panoramica sui divertimenti di un tempo, quando non c'era la Pleistescion e i ragazzetti si divertivano con un niente.

Gurdambocca.
La Guardambocca era giuocata negli ambiti sociali piu' poveri e degradati del sud Italia del tardo Ottocento. Nei quartieri dove il cibo era un lusso i bimbi si riunivano nei cortili e, dopo una rapida conta (massimo fino a 9, perche' i numeri di due cifre non li sapeva nessuno), veniva deciso chi dovesse giuocare. Il giuocatore apriva la bocca e tutti gli altri controllavano se c'erano tracce di avanzi di cibo. Veniva decretato vincitore quello con la quantita' maggiore di avanzi tra i denti. Costui veniva pestato a sangue da tutti gli altri giuocatori e depredato degli avanzi.

Trovasecco.
Considerato una variante "romana" del piu' celebre nascondino, molto in voga in epoca fascista, il Trovasecco si giuocava in due squadre, una composta da molti elementi ed una composta da un singolo. Il singolo, che nel giuoco prendeva il nome di "er secco", si nascondeva in qualche anfratto, mentre la squadra di molti elementi andava in giro a cercarlo al grido di "Trova er secco!". Se i molti trovavano il Secco lo percuotevano in malomodo ("corcaveno de botte", nel gergo originale del giuoco); altrimenti il Secco vinceva. Tra i piu' abili giuocatori di Trovasecco val bene ricordare Ninetto "Secco" Filozzi, un bimbo di 8 anni che venne estratto ancora vivo da una betoniera dove rimase nascosto per 5 settimane.

Pimpantella.
Primitiva versione del giuoco del salto della corda. I poverissimi bambini dei quartieri piu' poveri di Arezzo rielaborarono questa versione nella quale usavano il solo gesto rotatorio delle mani in mancanza della corda. Il giuocatore nel mezzo, di tanto in tanto, fingeva di inciampare per far giuocare anche gli altri.

Passa-resta-o-zompa.
Questo giuoco di abilita' era diffuso fra le bimbe negli anni Quaranta. Si giuocava su di un percorso formato da caselle circolari, triangolari, quadrate ed esagonali collegate da strisce di cartone rettangolari colorate in base alla distanza dall'arrivo. Le giuocatrici dovevano passare, restare o zompare in maniera sempre differente a seconda della forma della casella sulla quale si trovavano. Purtroppo data la scarsa conoscenza della geometria da parte delle poverissime bimbe che all'epoca raramente ricevevano un'adeguata istruzione, il giuoco venne considerato tecnicamente complesso e ben presto rimpiazzato dalla piu' semplice Campana.

Frastaccone.
Popolare giuoco dei primi anni del secolo scorso. Si giuocava con un filo di lana, una manciata di polvere e un nocciolo di ciliegia. Il primo bambino che con l'uso della fantasia riusciva a trovare un modo per divertirsi con questi semplici mezzi veniva nominato "Frastaccone" e preso in giro da tutti gli altri.

Uuuuu.
Questo giuoco trovo' larga diffusione nell'entroterra sardo all'inizio del Novecento. I bimbi che lo giuocavano erano talmente poveri da non potersi permettere nessuna consonante da utilizzare per dare un nome migliore al giuoco. L'Uuuuu si giuocava in un campo di asfodeli stando fermi a guardare gli asfodeli. Si ha notizia di alcune interessanti varianti del giuoco praticate sia in campi di margherite (stando fermi a guardare le margherite) che in campi di papaveri (stando fermi a guardare i papaveri).

Rimbalzello.
Celebre giuoco, arrivato fino ai giorni nostri, che i bambini di una volta usavano fare sulle rive dei laghi e dei fiumi e sulle spiaggie. Consisteva nel raccattare le pietre piu tondeggianti e levigate per scagliarle a pelo d'acqua nel tentativo di farle rimbalzare per il maggior numero di volte possibili. Pochi anni fa la multinazionale dell'informatica Pietrosoft ha brevettato una versione elettronica del Rimbalzello, disponibile in dvd. Non e' necessaria l'installazione su alcun computer, in quanto il dvd stesso e' un sasso tondo dotato di un'aerodinamica speciale per super-rimbalzi, anche in presenza di acque molto agitate.

Pantacucchera.
Lo scopo di questo poverissimo giuoco consisteva nell'inventarsi il nome di un poverissimo giuoco. E' l'unico esempio di giuoco autoreferenziale mai giuocato. La Pantacucchera cesso' di esistere nel 1913, il giorno in cui una bambina di Avellino sbigotti' i suoi amichetti esclamando: "Pantacucchera!".
Tutti tornarono a casa contenti, perche' a quei tempi davvero ci si divertiva con un niente.



lunedì 26 febbraio 2007

Intervista a Kika Delaños

Un altro personaggio di rilievo si racconta sulle pagine di Obongo Forever. 
Direttamente dalla famosa trasmissione "Domenica bla bla bla", in esclusiva per i nostri lettori, la bellissima soubrette ed opinionista Kika Delaños.

OF: Kika Delaños un nome nuovo nel panorama della televisione italiana, ma già sulla bocca di tutti.
KD: Sì il pubblico italiano è molto caloroso e mi apprezza.
OF: Dai quartieri poveri de l'Havana alle luci della ribalta: ci racconti, com'è avvenuto?
KD: Io a Cuba facevo la barista in un locale, ma non un locale di quelli dove gli uomini vengono a cercare le ragazze per il sesso, ci tengo a precisarlo, non sono mai andata a letto con nessuno per arrivare dove sono arrivata.
OF: Insomma faceva la barista. Cos'è successo poi?
KD: Una notte ho conosciuto il mio fidanzato e il giorno dopo siamo partiti insieme per l'Italia.
OF: Amore a prima vista?
KD: Già: un uomo meraviglioso e molto generoso. Purtroppo dopo un mese ci siamo lasciati perché io non riuscivo a conciliare tutti i miei impegni di lavoro con la vita sentimentale.
OF: L'incontro con Lillo Pappa, il manager delle dive, è stato fondamentale per la sua carriera.
KD: Guardi una vera e propria coincidenza. Io ero ad una festa dove casualmente c'era anche lui e stavo parlando con una amica e ad un certo punto mi è caduta una cosa e mi sono chinata per raccoglierla, in quel momento è passato Lillo e mi ha notata, mi ha detto che non aveva mai visto un sorriso bello e solare come il mio.
OF: E quello è stato il suo lasciapassare per il mondo della televisione dove ha esordito come "Frizzantina" nel famoso programma calcistico "Fallo da dietro". Cosa ricorda di questa esperienza?
KD: Beh, è stato divertente anche se non mi davano modo di esprimere tutto il mio potenziale: lì sculettavo e sorridevo e basta, ma io volevo dimostrare che ho un cervello, non sono solo un corpo [passa Lillo, lei saluta giuliva e si sistema il push-up sul seno siliconato]
OF: Però li ha conosciuto il suo ex fidanzato Carlo Bolsi, il centravanti della nazionale.
KD: Un uomo meraviglioso, molto generoso e poi intelligentissimo, non il solito calciatore bellone.
OF: Secondo il gossip della scorsa estate lei lo ha lasciato dopo sole tre settimane per il petroliere arabo Ahmed al-Khaled di 40 anni più grande di lei.
KD: È stato il classico colpo di fulmine, non preventivato. Per me è stato un po' una figura paterna. Un uomo meraviglioso e...
OF: ... molto generoso?
KD: Lo conosce?
OF: Non personalmente: ho tirato ad indovinare. Kika: dopo la parentesi come Frizzantina, la abbiamo ritrovata in un calendario e poi come opinionista in molte trasmissioni.
KD: Il calendario l'ho fatto per ritrovare me stessa. Non ho niente contro il nudo, ma deve essere artistico. Poi c'è stato un periodo di grande stress dove ho rischiato di diventare anoressica. Poi sono diventata buddista e vegetariana e ora faccio parte dell'associazione che si occupa dei gatti abbandonati e vado nelle trasmissioni perché la gente non dimentichi i gatti abbandonati ed i loro problemi. Fra qualche anno vorrei candidarmi in politica per mettere fine alle guerre e alla fame nel mondo.
OF: Tornando alla sua carriera. La svolta è arrivata con il reality "La grande zuffa", dove ha sbaragliato tutti i concorrenti.
KD: Il pubblico mi ha premiato per la mia semplicità, perché sono esattamente così come uno mi vede.
OF: I maligni dicono che girare perennemente in tanga e ogni tanto in topless abbia aiutato.
KD: Non c'è niente di male nel voler stare un po' più comodi.
OF: Ma "La grande zuffa" è stato girato su una spiaggia norvegese, lo scorso novembre!
KD: Ah, la penisola iberica! Ne conserverò sempre un ricordo bellissimo.
OF: E della relazione con il secondo classificato, il tronista Ricky Vigorelli, cosa può dirci?
KD: Guardi, so già dove vuole arrivare. Quei pettegoli della stampa hanno scritto che io e Ricky siamo stati insieme solo per l'audience.
OF: In effetti la trasmissione ha avuto un picco di ascolti nella notte in cui avete dormito insieme nella "tendona".
KD: È stato un colpo di fulmine. Ricky è un uomo meraviglioso e la nostra è stata una vera storia d'amore.
OF: Ma il giorno dopo la fine del reality lei si è fidanzata con il finanziere Francesco Borghetti Mangozzi, che faceva parte della giuria in studio!
KD: [arrossice] Un uomo meraviglioso, molto generoso, diverso da tutti gli altri, credo proprio che sia il grande amore della mia vita! Mi ha conquistata con la sua intelligenza, con...

[Pooo, po po po, po po, pooo... Squilla il telefono di Kika. Parlotta. Sorride e saltella felice.]

KD: Ho avuto la parteeee!
OF: Una parte in un film? 
KD: Sì, la mia prima parte! Ho fatto il provino il mese scorso; fare l'attrice è sempre stato il mio sogno nel cassetto!
OF: Quindi ha studiato recitazione?
KD: Beh sì, nell'ultimo mese e mezzo ho studiato moltissimo. Non voglio che si pensi che sono andata a letto con qualcuno per avere successo!
OF: Allora chi le ha dato la bella notizia? Chi era al telefono?
KD: Il mio fidanzato. 
OF: Borghetti Mangozzi?
KD: Ma no! Non il mio ex... Era Fulco Doretti, il regista! Non lo conosce? Un uomo meraviglioso, molto generoso...


lunedì 19 febbraio 2007

Intervista a Cosimo Nerdi

Dopo il grande interesse suscitato dallo scrittore e filosofo Fosco Maria Boccancelli in esclusiva per i lettori di Obongo Forever proseguiamo la rassegna delle grandi interviste con Cosimo Nerdi, pluripremiato campione e presidente della Federazione italiana Giochi di Ruolo.

OF: Cosimo Nerdi ovvero il numero uno in Italia per quel che concerne i Giochi di Ruolo, un mondo affascinante sconosciuto ai piu', ma in continua crescita.
CN: Beh fi, ftiamo creffendo...
OF: Come ha detto?
CN: FI, FIAMO IN CREFFITA! Abbiamo fempre piu ifcritti alla Federazione.
OF: Certo... I dati sono dalla vostra Nerdi. Ci racconti: cosa vuol dire essere un campione di Giochi di Ruolo?
CN: Eh, Eh, fpeffo la gente penfa che noi giocatori fiamo gente ftrana [si sistema la spada laser di plastica nella cintura dei pantaloni]. In realta' fiamo perfome normaliffime folo dotate di una grande immaginazione ed una paffione fmifurata per il fantafy.
OF: Quindi lo stereotipo di giocatore un po' bizzarro ed estraniato dalla realta' non e' altro che un triviale luogo comune?
CN: Efatto! [Tira un dado da venti facce sul pavimento e controlla il risultato] Diciaffette... Bene, bene. Anche ftavolta ho paffato il tiro-falvezza! Fa', il mio elfo e' ftato morfo da un Lupo famelico del monte Drang e da allora, ogni fettimana ho il tiro falvezza contro i morfi velenofi.
OF: Nerdi, lei che e' considerato uno dei piu' grandi giocatori di sempre, come si e' avvicinato a questo hobby?
CN: Quando ero pifchello non andavo molto d'accordo con i miei compagni di claffe. Loro facevano cofe ftrane che a me non piacevano molto.
OF: Tipo?
CN: Organizzavano fefte dove i ragazzi cercavano di palpeggiare le ragazze e bevevano alcolici e fi fbattevano con la mufica. Io e Antegaard non eravamo intereffati, vero Antegaard? [gira la testa verso sinistra in cerca di approvazione]
OF: Antegaard?
CN: Non fi preoccupi, lei non puo' vederlo, a meno che non abbia quefto [indossa un anello di quelli che si trovano come sorpresa nelle patatine]
OF: Un anello tipo quelli che si trovano come sorpresa nelle patatine?
CN: Non fia fchok... fccchh... non fia ridicolo! E' un anello diffimulatore di fpiriti compofiti, aumenta le capacita' parafenforiali del 10 percento.... Facchetto delle patatine... Buona quefta! [Ridacchia divertito con Antegaard]
OF: Nerdi, ai non addetti ai lavori i giochi di ruolo appaiono complicati, pieni di regole da leggere e ricordare: cosa ha da dire a tale proposito?
CN: Le folite fefferie. Certo, fe fi vuole attraverfare un bofco incantato con una fola armatura del Pitone Ftregato, fenza contare il maluf di meno tre perche' non fi ha la vifta notturna, non ci fi puo' lamentare fe fi viene attaccati da tre coboldi mutanti e un gargolla delle fteppe. Allora fi puo' tentare di tirare due d8 per limitare i danni all'attacco di forprefa, ma non fi puo' piu' invocare l'incantefimo del Facrificio perche' non e' reverfibile e procura danni folo fui non morti ancora non decompofti. Cofa ci veda la gente di complicato io proprio non lo capifco. 
OF: ... de-com-po-sti [fingo di prendere appunti]. Un'ultima domanda Nerdi: come passa la sua giornata tipo e quanto tempo dedica alla pratica del gioco?
CN: Mi fveglio verfo le undici e mezza, maffimo mezzogiorno e tutta la mattina la paffo a ftudiare; fono ftudente di fenze politiche, anche fe fuori corfo. Poi la mamma prepara il pranzo e la fera mi dedico un po' alla mia collezione di carte di Magic. Penfi che da poco fu internet ho comprato un Drago del Lago di Zong-O-bar per foli 1300 euro! Infine, verfo fera, faccio la folita partitella con gli amici della Gilda dei Guafconi della Valle di Kroog.
[alle nostre spalle si leva improvvisamente un allegro coro]
Tanti auguri a teee, tanti auguri a teee, tanti auguri caro Cosimo, tanti auguri a teee!
OF: Nerdi apprendiamo ora che oggi e' il suo compleanno! 
CN: Fi, oggi compio quarantafette anni.
OF: Auguri da Obongo, il blog delle lande di Forever.



venerdì 9 febbraio 2007

San Benigno da Todi

Finalmente da quest'anno il 13 febbraio, San Benigno da Todi, si festeggerà la Festa dei Bastardi.
Accanto alle classiche feste quali Natale, Befana, Pasqua, Capodanno, Ferragosto e Carnevale e alle già affermatissime feste del papà, della mamma, della donna, della befana, dell'Immacolata, dei morti, della liberazione, del lavoro, di Halloween e degli innamorati, ecco finalmente anche la festa dei Bastardi.
Nonostante la feroce critica mossa il 10 febbraio, in occasione della neonata festa degli Scettici, per i quali "questa è solo un'altra stupida invenzione di qualche furbo pubblicitario per spillare quattrini ai Bastardi e alle loro famiglie", parole di grande elogio sono giunte da tutta italia l'11 febbraio, festa degli Entusiasti, secondo i quali "era ora che anche ai Bastardi venisse riconosciuto il diritto ad un momento di aggregazione e riflessione".

Gli analisti hanno fatto sapere (il 5 febbraio, festa degli Analisti) che si attendono un'impennata nelle vendite di mazze da baseball, petardi, caramelle all'aglio, carte truccate e svariati altri oggetti per bastardate di ogni tipo.
Una nota industria del settore dolciario ha prontamente immesso nel mercato alcune nuove linee di prodotti: gli ovetti Killer ed i Buci.
Questi ultimi sono dei gustosi cioccolatini avvolti in messaggi contententi ingiurie, bestemmie ed oscentità varie.
Per i bastardi più sofisticati è stato approntato il costoso cofanetto da cento pezzi, con perfette imitazioni di cacca al posto dei cioccolatini ed un pezzo di ferro arrugginito al posto della nocciolina.

Particolare soddisfazione è trapelata il 9 febbraio, festa degli Insegnanti i quali, almeno in questa occasione, potranno apostrofare gli alunni, senza incorrere in sanzioni, usando le parole appropriate al posto delle solite locuzioni ipocrite.
L'Italia tutta si appresta dunque a dare il benvenuto a questa nuova festa: padri, madri, bambini, nonne e famiglie tutte si daranno appuntamento sui balconi di casa, per assistere alle sfilate in programma e per un giorno potranno liberamente inveire al grido di "Bastardi! Bastardi!" sventolando bandierine e tirando mele marce e bidet sulla folla festante.

Parole di viva preoccupazione sono giunte il 6 febbraio scorso in occasione della festa delle Femministe.
"Maschio da sempre fa rima con bastardo" hanno puntualizzato le più accese sostenitrici della causa in occasione del tradizionale omaggio alla tomba della Paracadutista Ignota con l'Assorbente.
"Molte donne hanno il fidanzato bastardo e saranno costrette a comprare un regalo il 13 e anche il 14! Senza contare che il 15 è pure la festa del Disoccupato!"

Unica flebile risposta al polverone femminista una nota giunta dalla piazza nella giornata del 7 febbraio, festa dei Menefreghisti: "Sticazzi".

Come si vede dalla foto, qualcuno i "Buci" menzionati in questa storiella li ha inventati per davvero 

martedì 6 febbraio 2007

L'insostenibile leggerezza di Obonga!

Tutti voi almeno una volta nella vita vi sarete chiesti "Che cazzo ci fa una strafica con un ciospo d'uomo?".
Inutile che neghiate, anche io almeno una volta mentre seduta sul cesso cercavo di partorire una coppia di gemelli neri mi sono chiesta cosa ci faceva, ad esempio, una bella sgnoccolona (sebbene tonta) come Valeria Marini con un cesso a pedali come Cecchi Gori.Tutti risponderete in coro che sono i soldi a far si che questo connubio di grazia ed orrore abbia luogo, ebbene io ho le prove che non si tratta (solo) di quelli, perchè ci sono molte belle donne di mia conoscenza che giacciono ogni giorno coi loro compagni piccoli, pelosi, privi di capelli e possibilmente ciccioni oltretutto non troppo abbienti!
NO!!! Non è il soldo che fa si che le strafighe si innamorino di assurdi uomini simili ai personaggi delle comiche di Benny Hill e io ne ho le prove!
Primo principio dell'animo femminile: guardare il fisico e sbavare per i bei giovanotti. Questo principio viene messo in atto da tutte le donne, siamo le prime a sbavare per gli uomini aitanti, sportivi, possibilmente anche ricchi, stronzi e con la faccia da culo.
Secondo principio dell'animo femminile: fare l'esatto contrario di ciò che la logica vorrebbe facessimo... questo è infatti il secondo meccanismo che scatta.
Prestate attenzione (soprattutto voi maschietti) la spiegazione è molto fine ed impalpabile. Il problema infatti è insito nell'animo femminile e nella capacità di seduzione che ciascuna donna ha dalla nascita: una donna, in presenza di un bell'uomo si sente sempre sotto esame, fa gesti calcolati, si mette in posa per mostrare il suo profilo migliore, cerca sempre di essere bella, curata, in forma, intelligente, magra, divertente!
Quando invece una donna si trova in presenza di una ciofeca d'uomo, tende a rilassarsi: esce tranquillamente in scarpe da ginnastica, spettinata e con il trucco sbavato. Si siede al tavolino di un bar e sa che quello scarto d'uomo non potrebbe nemmeno lontanamente pensare di sedurla, soprattutto conciata in quel modo. Si concede di parlare di cose sciocche ma anche di discorsi profondi e sa che lui pende dalle sue labbra anche quando ha i peli talmente lunghi che le sporgono dall'orlo dei pantaloni!
Ahimè quando la donna abbassa la guardia e si rilassa, è anche molto più facile capire cosa ha dentro, cosa nasconde realmente la sua mente femminile deviata, così lo scurnacchiato basso e cicciotto può vedere spuntare in lontananza un piccolo barlume di speranza. Intanto la gentile donzella a cavallo del suo lines seta ali a deltaplano, inizia a pensare che quella sottospecie di salsicciotto in tuta da ginnastica ha veramente un modo adorabile di aggiustarsi gli occhiali sul naso unto e sudaticcio.
Il Wurstel umano inizia a farle delle gentilezze: magari le regala un libro di poesie o la porta a vedere il concerto punk-rock del suo gruppo metal preferito.La soave donnicciola a quel punto pensa che come l'ascolta lui, mai nessuno ha saputo fare; inizia a pensare che quella panciona morbida sarebbe un bel posto dove dormire accoccolati.
La salamella intanto scova da qualche parte una mostra di arte contemporanea, ce l'accompagna e quando la riporta a casa scende per primo per aprirle lo sportello. La scema totale intanto è arrivata alla fase batticuore, quell'uomo non è altro che tutto ciò lei ha sempre desiderato. Scende dalla macchina e fa per salutarlo poi ci ripensa e lo invita a bere un drink, intanto pensa che quelle mani paffute sono della misura adatta a raccogliere i suoi seni duri e tondi.Sa che con lui non si dovrà preoccupare particolarmente della ricrescita sulle ascelle, della sfumatura mal riuscita all'inguine, lui non sembra badare a quelle cose. E mentre nel caldo del suo appartamento, si abbandona tra le braccia Wurstelone, pensa lontanamente ai tempi in cui doveva per forza truccarsi da capo a piedi e vestirsi da velina per uscire con quel figo idiota che non faceva altro che parlare dei suoi bicipiti e dell'istruttore della sua palestra.