venerdì 27 febbraio 2009

Dove osano i maccheroni

Anni fa; ora di pranzo a casa Obonghini.

Mamma Obonga ha appena depositato sul tavolo una pentola piena di succulenti maccheroni al ragù, ma ancora nessuno è arrivato in cucina per sedersi a tavola.
Il famelico Obongo Jr, l'adolescente figlio maggiore, è appena tornato da scuola affamatissimo e si precipita per primo attirato dal delizioso profumo.
Visto che ancora nessuno ha raggiunto la cucina [ma soprattutto perchè non ci vede dalla fame], pensa di cominciare a mettere le porzioni nei piatti [iniziando dal suo].
La fame però guida la sua mano ed i movimenti risultano quindi approssimativi, causando l'immediato spatasciamento di un sugoso maccherone sulla tovaglia, che per una malaugurata circostanza era stata tirata fuori pulita dal cassetto, proprio quel giorno.
Il resto della famiglia sopraggiunge in quel momento ed Obongo Jr viene colto in flagranza di reato con soli pochi maccheroni nel piatto ed un esemplare dei medesimi che giace rossissimo sul bianco tessuto.
In particolare papà Obongo si sente molto toccato dalla maleducazione del figlio reo di avere insozzato la tovaglia per non avere contenuto i suoi istinti animali e non avere convenientemente atteso per il resto dei commensali, prima di iniziare a trafficare con il cibo.
Papà Obongo, opportunamente, entra in “modalità genitore”.
La ferma filippica che ne deriva è ascoltata con attenzione da un penitente Obongo Jr, dalla piccola Obonga Jr e da mamma Obonga, mentre papà Obongo in persona e con la distinta aristocrazia di un Lord inglese distribuisce maccherone dopo maccherone le porzioni a tutta la famiglia, misurando i movimenti, nel lodevole tentativo di dare il buon esempio al maldestro figliuolo.
Dopo avere espletato le operazioni di riempimento dei piatti ed avere rafforzato i capisaldi del galateo familiare per qualche altro minuto, tutto è pronto.
Ah no! Meglio versare prima un po' d'acqua nei bicchieri.
“Mamma Obonga, cortesemente, puoi passarmi la bottiglia dell'acqua” [sempre più calato nella parte di Lord Educational, come d'altronde la circostanza richiedeva] “Certo papà Obongo, ecco prendi pur....”
Swissssssss... Skatlosh!!!
Spuishh... Splaashh... Skawwtcch....

Silenzio.

Purtroppo la presa di papà Obongo non fu in quella occasione ferma come i suoi propositi educativi e la bottiglia dell'acqua piena (2 litri, ovvero 2 chili) rifuggì dal capofamiglia per tuffarsi, irriguardosa del bon ton, dritta nella pentola che inerme si trovava a centrotavola, ancora piena dei restanti maccheroni.
Il gioioso tripudio di maccheroni generatosi nell'impatto andò ad intaccare ulteriormente non solo la già ferita tovaglia nuova ma svariati altri elementi dell'arredo e delle infrastrutture; val bene ricordare, tra tutti, il muro bianco della cucina, sul quale un maccherone falliva un pietoso tentativo di arrampicata libera, lasciando invece dietro sé una stria sanguinolenta vinto della forza di gravità.
Obongo Jr, colto da un isterico attacco di riso, ma avendo notato lo sguardo inferocito di papà Obongo, decise di riparare rapidamente in camera sua, per poterlo liberare contro il cuscino del letto, al sicuro da eventuali rappresaglie in forma di sberle.
Altri maccheroni vennero repertati dopo pranzo a seguito di un'accurata ricerca condotta da mamma Obonga, alla quale toccò anche spiegare alla giovanissima Obonga Jr che, no, i maccheroni non sanno volare.




giovedì 19 febbraio 2009

Intervista a Carpazio Parlazzoni

Nel già di per sé controverso mondo della politica italiana, una figura spicca per essere tra le più discusse degli ultimi tempi, se non addirittura di sempre.
Obongo Forever ha intervistato per voi il segretario del partito Giallo, onorevole Carpazio Parlazzoni.

OF: Onorevole Parlazzoni alcuni contestano che la sua ascesa al potere sia costellata di contraddizioni. Cosa risponde?
CP: La ringrazio per la domanda. Mi lasci che le dica come la faziosità di alcuni non rappresenti lo spirito di maggioranza che contraddistingue le forze libertarie che operano all'interno di questo paese e con le quali io sono allineato.
OF: Temo di non capire... Da direttore del settore giovanile del partito Rossissimo, a coordinatore regionale del partito Verde, poi candidato con i Blu, poi i Rossi, i Rosa, segretario di partito dei Neri ed ora si presenta alle elezioni europee con i Gialli... Qual è il vero credo politico di Parlazzoni?
CP: Guardi la solita disinformazione architettata ai danni di un onesto cittadino che non fa altro che rappresentare altri onesti cittadini presso un sistema non meritocratico che vogliamo assolutamente smantellare. Io sono sicuro che lavorando in questa direzione porteremo un risultato brillante e che sarà di comune soddisfazione per tutti gli italiani.
OF: Mi scusi, ma ho come l'impressione che lei non stia rispondendo alle mie domande...
CP: Tutto questo insieme di norme legislative non potrà che essere snellito da un opportuna concordanza di sinergie volte a minare il potere della magistratura ai danni della classe politica.
OF: Leggiamo tra le righe che non le va di soffermarsi sul suo passato politico; possiamo parlare almeno del presente? Come mai si è ora schierato con i Gialli?
CP: Il nostro partito ha un programma politico nel quale mi identifico in pieno: ad esempio sono sempre stato un fermo oppositore dell'aborto, il diritto inalienabile alla vita... [omissis, tiritera di 15 minuti]... ogni cittadino!
OF: Mi scusi ma ci sono interviste di repertorio in cui lei, sosteneva l'esatto contrario. Citando parole sue, di quando era membro del partito Rosso: "Lo stato deve riaffermare la sua laicità sulle tematiche... [omissis, tiritera di 15 minuti]... ogni cittadino!"
CP: Il puntuale riscontro sulle necessità di creare un substrato economico che sia incentivante per le piccole e medie imprese è una delle priorità che abbiamo messo nel programma di partito e sulle quali lavoreremo incessantemente.
OF: Ma lei risponde con frasi preconfezionate qualsiasi cosa io le chieda?
CP: Non ci piegheremo mai alle dispotiche voci che si levano dall'opposizione.
OF: [pausa di riflessione... poi faccio un tentativo, incuriosito] Bagungu tatanga gu de magù?
CP: [impassibile] L'esoscheletro sociale non è un giocattolo, ma un valore comune al quale dobbiamo guardare con estrema attenzione.
OF: [sfiancato] Onorevole Parlazzoni: un saluto per i nostri lettori.
CP: Ringrazio Obongo Forever per questa intervista ed invito tutti i lettori a diffidare di quella classe politica purtroppo sempre più diffusa che invece di proporre serie tematiche si limita a vendere aria fritta solo per conquistare consensi elettorali. Confido molto nelle vostre coscienze sociali e vi lascio con un suggerimento [inizia a fischiettare una melodia accattivante e poi canticchia]: Alle prossime elezioni, vota vota Parlazzoni!

martedì 17 febbraio 2009

EHometro™

Storie dei tempi della scuola, di ragazzi con poca voglia di seguire la lezione ed un deviato senso dell'umorismo di basso profilo, sempre pronto a sfociare in soluzioni innovative: ecco come nacque l'EHometro™.

Obongo e Obongazio sono compagni di banco da anni. Caratteri e stili differenti ma legati da una collaudata complicità e dalla comune totale indifferenza verso le interminabili lezioni di storia della Obonghini.
Quelle lezioni in cui guardi l'ora e vedi che sono le 10.24 e quando la riguardi cinque minuti dopo, sono inspiegabilmente ancora le 10.24. Dopo avere esaurito praticamente tutte le risorse disponibili nell'armamentario dello studente distratto e dato sfogo alle pulsioni grafomani su qualsiasi libro, quaderno, astuccio e foglio sparso disponibile, ecco che, imprevista, arriva per i due la manna dal cielo.
La Obonghini fa "eh".
Fa un sacco di "eh".
Mette "eh" prima e dopo quasi ogni parola che dice.
Sai che spasso.
I due se ne accorgono e comincia la gara: misurazione in secondi, valutazione in decibel, media oraria degli "eh", numero massimo di "eh" per parola (sei con una sola parola, per gli amanti della statistica), premio speciale della critica e così via. 
Insomma ce n'è d'avanzo per riempire un buon numero di ore di storia e filosofia. Ma quando sembra che l'EHntusiasmo stia per scemare, ecco materializzarsi il vero genio "criminale".
Obongo nota che Obongazio fa strani movimenti: è da un po' che punta il gomito sul banco e muove l'avambraccio da sinistra a destra in maniera improvvisa. 
All'inizio non capisce, poi guarda meglio e si accorge che sotto l'avambraccio, sul banco stesso, Obongazio ha disegnato un gigantesco quadrante a mo' di quelli che compaiono nei contatori del gas, con le diciture calibrate: "zEHro", "mEHdio", "pEHricolo" e, per finire, "EHsplosione nuclEHare". 
Il sismico alunno sta registrando ogni variazione sul tema "eh" della Obonghini in diretta.
Beh il resto è storia.
Al braccio-lancetta di Obongazio che si muove a ritmo di "eh", fa eco una risata di Obongo, il quale paonazzo in volto fa di tutto per cercare di non farsi beccare, dandosi un minimo di contegno. 
La reazione a catena è però innescata e Obongazio resta vittima della sua stessa creazione prorompendo anch'egli in singhiozzi di riso di fronte alle risate ormai isteriche ed incontrollate del suo compagno di banco.
La cosa assume toni spudorati ed i due se la ridono beatamente nel bel mezzo della lezione, di fronte alla classe che non capisce.

Vengono interrotti dalla Obonghini in persona, che sicuramente non migliora la situazione quando apostrofa i due nel seguente modo: "Eh... ragazzi... eh... volete far ridere... eh... anche noi... eh.... se fa così ridere... eh... perchè non la raccontate... eh... anche al resto della classe... eh...?"