lunedì 11 dicembre 2006

Intervista a Fosco Maria Boccancelli

In esclusiva per Obongo Forever il celeberrimo filosofo e scrittore racconta in retrospettiva i suoi primi quindici anni di carriera all'indomani dell'uscita del suo ultimo libro "Eccesso di seppure".

OF: Boccancelli lei e' stato spesso etichettato dalla critica come un bastian contrario. Si riconosce in questa definizione?

FMB: Assolutamente no. Per niente.

OF: Forse a causa della feroce satira nei confronti della societa' del benessere che ha caratterizzato tutti i suoi primi lavori, quelli del periodo disgregazionista?

FMB: No, non mi trova d'accordo. In realta' il filo conduttore dei miei romanzi di quel periodo era un veemente attacco, celato dietro pungenti metafore, all'incalzante cultura consumistica volto a disgregarne i principi portanti che stanno alla base del benessere della societa'. Non si faccia fuorviare da quello che scrivono e dicono i critici.

OF: Nei salotti culturali si e' sempre mormorato che il passaggio all'erotismo, quello di "Turbami, mas!" il bestseller scritto per il mercato spagnolo, sia stato dettato da motivi puramente economici...

FMB: Falso! Su tutta la linea. Molti hanno additato come ragione per tale cambio di direzione il fatto che "Tracotanze di un filologo" non fosse andato poi tanto bene. In realta' c'e' un momento nella carriera di un artista in cui egli sente il bisogno di esplorare nuovi territori, di percorrere nuove vie, di farsi ispirare da nuove muse...

OF: Allora, cosa la spinse a scrivere quel libro?

FMB: Mi tagliarono il gas.

OF: Boccancelli lei e' da sempre un personaggio pieno di contraddizioni: prima disgregazionista, poi autore erotico, da sempre filosofo. Ma lei, come si definirebbe?

FMB: Bah... Io non mi sento cosi' pieno di contraddizioni... Oddio, forse un po' si... Ma non poi tanto... Qualche contraddizione! Ma no! Che dico, nessuna. Io mi definirei: una pioggia celeste nel mare delle parole.

OF: Ma da sempre lei e' stato definito come "un sole rosso nella terra dei suoni", c'e' anche sull'enciclopedia Treggatti!

FMB: Ah no, mi scusi, ma per una volta mi tocca dissentire! Contraddizioni o meno, la definizione che meglio mi descrive e' quella che le ho appena detto: un temporale nero nel monte del silenzio.

OF: Veniamo al suo ultimo libro "Eccesso di seppure". Molti ritengono che questo titolo sia un po' il manifesto del suo personalissimo stile letterario. Cosa puo' dirci a tal proposito?

FMB: Molti sbagliano seppure mossi dalla liberta' di esprimere il loro giudizio seppure errato.

OF: Indiscrezioni parlano del libro piu' complesso che Boccancelli abbia mai scritto: puo' riassumere la trama per i lettori di Obongo Forever?

FMB: Tutto falso. Le solite voci. La trama e' perlomeno lineare. E' la storia di un vaso Ming che contiene le tre essenze fondamentali del Karma shintoista e del viaggio immaginario che un monaco buddista intraprende per la conoscenza zen. Lo spirito guida annidato su una nuvola di fango e' il deus ex-machina della narrazione mentre il cane dalla lingua di tartaruga e' la classica nemesi che lo condurra' per sei volte alla follia. La scena si svolge tra l'iperuranio esteso e la Groenlandia, dove il rododendro saggio trovera' il portale per la dimensione degli gnomi-acrobati... preferirei non svelare altro.

OF: Un'ultima domanda all'uomo piu' che all'autore. C'e' un libro che le ha cambiato la vita?

FMB: "La dieta perfetta" di Carla Bassa Caloria; persi tre taglie.

OF: Un ultimo commento ed un saluto per i nostri lettori.

FMB: No, non sono d'accordo! Ah... no mi scusi, mi ero distratto... seppure...

3 commenti:

Emanuele Gerosa ha detto...

Finalmente un autore che sa dare un nome alla coerenza e alla linearità, per difetto.

Divertente, soprattutto la trama del libro.

grazie, mai pensato di farne un lavoro? C'è sempre bisogno di ghost writer.

Anonimo ha detto...

Bravo, figghiu! Vedo che anche tu conosci il grande Fosco Maria Bocconcelli. Ho sentito che sta scrivendo il prossimo libro: "Seghe mentali".

Aria ha detto...

Meno male che qualcuno si è accorto della grandezza di Fosco... Era sempre lì a rodersi il fegato perchè quando scrive stronzate come "Il codice Da Vinci" sotto falso nome fa i miliardi, ma quando poi scrive cose impegnate nessuno se lo fila. ORa tutti conosceranno la sua vera grandezza e magari ci esce un bel film polacco sottotitolato in romagnolo da "Eccesso di seppure".