martedì 25 agosto 2009

Intervista a Jacques Paillette

Una nuova intervista esclusiva per i lettori di Obongo Forever.
L'artista, il designer, il creativo, l'uomo della moda e alla moda che ha ridato lustro al concetto stesso di fashion.

OF: Jacques Paillette, benvenuto sulle pagine di Obongo Forever.
JP: Alquermes De L'Oreal, prego.
OF: Scusi, può ripetere?
JP: Alquermes De l'Oreal! È il nome che il mio spirito guida mi ha assegnato questa settimana.
OF: Alquermes?
JP: Esotico non trova?
OF: Mi scusi Jac... Alquermes, ma lei cambia nome ogni settimana?
JP: No, no, no, no! Io rigetto il conformismo delle scadenze! Orrore! Prrr! [fa una pernacchietta stizzita]
OF: Ma mi ha appena detto che il suo spirito guida...
JP: Mi assegna un nome ogni tanto, così... secondo l'ispirazione. Due giorni fa per esempio mi chiamavo Karl Furchenfaal ed ero a cena con amici a casa di Baldo che ha preparato la trifolata reale di emu con il ristretto di cioccolato e ananas e nella notte all'improvviso mi è apparso lo spirito guida che mi ha ribattezzato.
OF: Il suo nome è associato a tanti aspetti della moda ma lei come si definirebbe esattamente?
JP: Io sono un sinedrio creativo di aggregazione estetica.
OF: Semplificando?
JP: No, no, no, no! Io rigetto la banalità della semplificazione! Orrore, orrore, orrore! [Scuote le mani in avanti a braccia tese in un impeto di disgusto] La mia arte non accetta esemplificazioni ed io creo per diversificare e non per integrare. L'astrazione dell'opera è nell'intensità della sua concretezza e l'approssimazione distrugge ciò che non viene elaborato a livello subliminale. E' tutto nella percezione, ecco guardi questi schizzi della mia ultima collezione di biglie colorate firmate, ecco, guardi: le ho disegnate con la percezione, non con la matita.
OF: [Osservo curioso le biglie colorate] Certo all'occhio del profano potrebbero sembrare delle normali biglie colorate.
JP: No, no, no, no! Si liberi da questo pragmatismo del reale e si affidi alla sua percezione! [si tocca le tempie con le punta degli indici] Percezione! Percezione! Queste non sono biglie colorate, sono esternazioni della mia arte attraverso il vetro: su, percepisca con me! Non percepisce?
OF: [Accondiscendente] Si, credo di percepire.
JP: No, no, no, no! Lei deve rigettare il convincimento preposto! Orrore! Orrore! Rilasci il suo intuito e non si fidi delle percezioni altrui! Sono solo biglie colorate!
OF: Ma mi era parso di capire...
JP: [di colpo serissimo] Come dici?
OF: Dicevo: mi era parso di capire...
JP: Non lei; parlavo con lo spirito guida. A pranzo ho mangiato la crostata di polpo in salmì e ora lo spirito mi chiama... [si concentra, quasi in trance]
OF: Passando oltre, Alquermes, può racc..
JP: Nikolaj Topenko, prego.
OF: Come scusi?
JP: Nikolaj Topenko. È il nuovo nome che mi ha assegnato.
OF: [cancellando e riscrivendo veloce sul taccuino] Passando oltre, Nikolaj, può raccontarci come le è venuta l'idea che ha consacrato definitivamente il suo successo?
JP: Ah! La fashion definition! Avevo bisogno di convogliare le mie pulsioni creative in qualcosa di concreto ed a beneficio delle masse fashion, per tutte quelle persone che mi vedono come un punto di riferimento.
OF: In cosa consiste esattamente la fashion definition?
JP: Con il mio sforzo creativo io elaboro frasi che poi propongo alle mie sfilate. Moda da parlare non più da vestire.
OF: Cioè i modelli invece di sfilare parlano?
JP: I modello sfilano nudi e alla fine della passerella pronunciano le mie frasi leggendo da un bigliettino.
OF: Qualche anticipazione per i lettori di Obongo sulla collezione "Fashion definition" autunno-inverno?
JP: Ho deciso di dare ampio spazio all'impulso e al ragionamento, per farli coesistere in una conflittualità pacifica. Così ho pensato a "Love ergo Love", "Numero 1 per tutti", "Sempre come mai" e, la mia preferita, "Io Tu Egli Noi Voi Essi" che sono certo diventerà il modello fashion semantico della prossima stagione.


venerdì 10 luglio 2009

Cosa leggi di bello, Obonga?

Obongo e l'amico Obongao si preparano per uscire.
Da baldi ventiquattrenni pregustano una serata di altissimo spessore culturale a base di gin lemon, musica (musica?) da discoteca e belle coetanee, continua fonte di ispirazione per i loro adolescenziali pensieri a base di topa, tette, chiappe e tecniche di accoppiamento.
A casa di Obongo, i due mangiano una pizza, sbevacchiano un po' di birra e chiacchierano a trecentosessanta gradi dei grandi temi dell'umanità: la topa, le tette, le chiappe e le tecniche di accoppiamento.
Con l'aumentare della birra, il tono della conversazione si fa sempre più aperto ed amichevole, fino a sfociare in confidenze sul soggetto della sessualita giovanile, sia vissuta sulla propria pelle che, nella maggior parte dei casi, sentita raccontare.
Si confrontano a viso aperto su topa, tette, chiappe e tecniche di accoppiamento.
Prima di uscire c'è ancora il tempo per un paio di bicchieri di liquore di mirto; il giusto propellente per la serata che sta per iniziare. L'allegria ne beneficia immediatamente ed i due, strascicando qualche parola, blaterano ridanciani un sacco di storiacce da caserma, per lo più inventate di sana pianta, a proposito di topa, tette, chiappe e tecniche di accoppiamento.
I due inebriati amiconi, dopo un rapido controllo del look, sono ormai quasi sulla porta, quando Obongao si accorge improvvisamente che la giovanissima Obonga (sorella di Obongo) siede sul divano, tutta intenta a leggere qualcosa.
Forse intenerito ed incuriosito dalla solitaria lettrice o forse pensando che è sempre bene coltivarle fin da piccole, Obongao sfodera un benevolo impulso fraterno, cercando di palesare interesse nei confronti della giovane. Obongao imposta quindi la sua miglior voce da fiction e sforzandosi di ricordare cosa mai leggesse lui all'età di quattordici anni che non fossero giornaletti porno, interroga così Obonga:
"Non esci con le tue amichette oggi?" [Obongao fraterno]
"No" [Obonga, lapidaria Obonga]
"Ah, vedo che stai leggendo qualcosa." [Obongao perfino paterno]
"Si" [Obonga e i suoi monosillabi]
"E che cosa leggi di bello, Obonga? Topolino? Paperino? La settimana enigmistica?" [Obongao con sorrisetto placido da nonno bonario]
"L'interpretazione di Kierkegaard del Don Giovanni di Mozart" [Obonga, fulminante Obonga]

La mascella di Obongao quasi dislocata gli impedisce un qualsiasi tentativo di risposta ("Non l'ho ancora letto", sarebbe suonato peraltro scontato).
I due escono e proseguono dunque verso la loro promettente serata dopo avere preso coscienza della lezione appena imparata; sulla strada ricominciano a parlottare fitto fitto di Kierkegaard, topa, tette, chiappe e tecniche di accoppiamento, non necessariamente in quest'ordine.


giovedì 2 luglio 2009

New Sounds Music Festival

Obongo Forever ha seguito per voi il New Sounds Music Festival, la manifestazione di livello internazionale nel denominatore comune della musica alternativa. Sul palco di piazza Sbrugna di Scapogno al Grollo si sono ritrovati artisti rappresentanti delle più disparate correnti musicali per dare vita ad un variegato happening sonoro.
In esclusiva il reportage dettagliato dell'evento.

Aureola MacKenzie
La celebre strumentista irlandese ha fornito sicuramente una prova di grande spessore nell'interpretare la sua musica new age. La scenografia bucolica era composta da un prato di vere margherite steso sul palco, con due querce, daini, cervi, colombe, scoiattoli, conigli, un nano da giardino ed un unicorno. L'ameno parterre florofaunistico ha fatto da sfondo alle composizioni corali della MacKenzie. Da segnalare una nota dolente: la canzone "Butterfly fairytales", per la quale un'amplificazione non all'altezza ha penalizzato l'assolo composto esclusivamente da battiti d'ali di farfalle nane del Madagascar.

Erwin Short
Il suo show è cominciato con mezz'ora di ritardo per consentire la pulizia del palco dalla sporcizia lasciata dagli animali della MacKenzie. Il celeberrimo artista maledetto newyorkese ha portato sul palco la sua musica complessa e decadente.
Short ha chiesto al pubblico di fare silenzio per potersi concentrare. Di fronte ad una folla attentissima ha quindi attaccato il suo immortale capolavoro "The answer to all your requests": ha battuto il piede per terra per tenere il tempo, poi ha suonato un unica nota cantandoci sopra "No!". Mentre il pubblico si scioglieva in uno scrosciante applauso, il controverso Short si è allontanato furente per essere stato interrotto prima di poter finire la canzone cantando la seconda strofa ("No!", ndr).

Metal of Metal
I paladini del trash-grindcore-death-nu metal hanno dato prova di grande impatto, come nella miglior tradizione di questo genere di nicchia. Purtroppo il concerto dei Metal of Metal è durato solo 1 secondo, poichè il primo accordo di chitarra è bastato a creare un muro sonoro di tale portata da scatenare l'esplosione simultanea di tutti gli amplificatori.
Il bilancio è stato di 15 feriti ed un disperso: Jurgen Krunz, l'unico fan della band, che come di consueto si preparava ad assistere allo show abbracciando la cassa principale.

Borland-Lukovitch-Ariolla quartet
Cosa dire di questa collaudatissima jazz band che non sia già stato detto.
Questi stakanovisti del palco hanno suonato per tre ore filate deliziando i presenti con le loro funamboliche improvvisazioni. Totalmente assorbiti nella loro musica al punto di non accorgersi di essere un trio e non un quartetto come riportato nel nome, hanno suonato spalle al pubblico non avendo aperto gli occhi una sola volta durante la performance, tanto è stato appassionato il loro trasporto.
I più accaniti sostenitori hanno criticato la scelta della band di suonare una sola canzone.

Mescolance
La band più eterogenea del mondo.
Così si autodefiniscono i Mescolance, alfieri della world music.
Fra i 145 membri, oltre ad un congruo numero di bonghisti, vale la pena ricordare: un suonatore di ukulele, uno di maracas, uno di cornamusa, uno di sitar, uno schioccatore di dita ed un battitore di denti. L'esibizione è stata penalizzata dal poco tempo loro concesso, che è bastato al cantante dei Mescolance (ex ammaestratore di scimmie urlatrici del Borneo) solo per presentare tutti i componenti del gruppo.

Pus Ill Animous
Gran finale con i Pus Ill Animous, band reclutata all'ultimo momento per la defezione degli Amba Rabah CC KoKo, che non ha certamente deluso le attese. Provenienti dalla realtà dell'underground londinese, avevano infatti suonato fino ad ora solo ed esclusivamente nelle stazioni della metro della capitale inglese.
I loro coraggiosi esperimenti sonori hanno dato il tocco finale di originalità e spessore alternativo a tutta la manifestazione. Momenti di pura ricerca musicale culminati nel duetto fra un frullatore elettrico e uno sparachiodi, sulla base remixata di canti Gregoriani per la prima volta eseguiti in swahili.

giovedì 18 giugno 2009

Intervista a Maria Ausilia Purezza

Maria Ausilia Purezza a soli 22 anni è diventata Ministro delle Pari Opportunità. Una carriera quanto meno inconsueta agli occhi dei più: bellissima soubrette, spesso seminuda in televisione, mai impegnata in politica, viene scelta a sorpresa dal Capo del Governo per questa delicata poltrona.

OF: Ministro Purezza congratulazioni per il suo nuovo incarico.
MAP: Grazie, farò del mio meglio per essere all'altezza.
OF: Certo che la sua elezione ha destato più di una perplessità nell'opinione pubblica.
MAP: Non vedo cosa ci sia di strano.
OF: Beh, ad esempio, tanto per cominciare, lei non ha mai fatto politica.
MAP: Sono comunque preparata per questo impegno. Ho seguito il corso di aggiornamento del partito. Le assicuro che sono stati due giorni durissimi... E poi, ho tanta voglia di imparare.
OF: Come del resto altri che non avranno questa occasione nonostante abbiano invece i titoli.
MAP: So a cosa si riferisce: purtroppo non ho avuto tempo di completare gli studi, ma questo non fa di me una persona inferiore ad altre. D'altronde a 16 anni già lavoravo per mantenermi e non potevo dedicarmi alla scuola.
OF: Gli scandali rosa dicono che a 16 anni lei fosse l'amante di Carpazio Parlazzoni.
MAP: La solita montatura dei facinorosi dell'opposizione.
OF: Beh sono uscite le foto sui giornali di voi due alla festa del 25 aprile sorpresi mentre facevate...
MAP: Squallida propaganda! Su tutte le televisioni e i giornali che scrivono il vero, quelli della maggioranza, venne spiegato che si trattava di assurdi fotomontaggi.
OF: [finisco di scrivere facendo lo spelling... "mon-tag-gi"] Ministro Purezza, parliamo del suo programma politico. Come intende porsi nei confronti della comunità omosessuale?
MAP: Nel mio programma ci sono due punti fermi: l'omosessualità non è un reato ma va regolamentata. Da oggi gli omosessuali potranno praticare liberamente, ma solo a casa loro, una volta alla settimana e previa autorizzazione medico sanitaria.
OF: Mi scusi ma non le sembra una legge un po' fascista?
MAP: Il fascismo è un'ideologia orribile dalla quale ci dissociamo completamente. Il partito che io rappresento promuove ben altri valori: Dio, Patria, Famiglia. Anche se usiamo il saluto romano ed abbiamo lo stemma che ricalca la croce celtica, le faccio notare che noi, al contrario dei fascisti, non indossiamo camicie nere bensì di colore grigio molto scuro.
OF: A proposito di Dio: intende difendere la laicità dello Stato e dei non religiosi
MAP: Certamente: ho appena introdotto un paio di proposte di legge per difendere la laicità dello stato da questa ondata di anticristianità che sta attaccando i nostri costumi.
OF: Cosa può dirci sui diritti degli extracomunitari?
MAP: Anche per essi due nuove opportunità: minimo salariale e diritto di voto.
OF: Minimo salariale, addirittura?
MAP: Si. Dovranno lavorare un minimo 50 ore settimanali per guadagnare un massimo di 165 euro al mese.
OF: Diritto di voto agli extracomunitari? Beh, questa proprio dal suo partito non ce l'aspettavamo!
MAP: Extracomunitari? Ma è matto? Ho detto extracomunitari? Oddio! Volevo dire donne! [ridacchia imbarazzata] Mi scusi; sa, ancora non mi sono abituata a rilasciare interviste ufficiali.
OF: In tema di donne dunque?
MAP: Questo tema mi sta molto a cuore, essendo io stessa una donna che ha dovuto sudare sette camicie per farsi strada nel mondo. Anche per il mondo femminile introdurremo due cambiamenti: potranno votare, come le dicevo prima, e diventare veline o frequentare legalmente personalità importanti già dai 14 anni.
OF: Votare? Ma le donne in Italia già lo fanno da un pezzo.
MAP: Televotare! Potranno votare direttamente inviando un sms e vedere i risultati sul prossimo reality "Leggi ed eleggi".
OF: Ministro in definitiva il suo programma prevede due cambiamenti per ogni categoria di interesse delle pari opportunità?
MAP: Scusi non le pare scontato?
OF: [...]
MAP: Non per niente sono le "pari" opportunità, mica le dispari.

venerdì 17 aprile 2009

Nato sotto il segno di Obongo

L'Oroscopo è una vaccata.
Scusate la franchezza adorati lettori, soprattutto quelli, tra di voi, che messi di fronte al problema, sono soliti dire: "Si lo so, io non ci credo; però ci azzecca sempre!".
Non è vero. Non ci azzecca sempre, anzi quasi mai.
E ve lo dimostro con la sicurezza deterministica del matematico rompipalle, quello al quale poi controbattete: "Guarda che non puoi spiegare tutto con la matematica!".
Tralasciando le questioni filosofiche, rispondo solo che non c'è poi bisogno di tanta matematica per spiegare quanto assurda sia l'astrologia, ma solo un pizzico di buon senso.

Circa 500 milioni di Obonghi.
Assumendo che sulla terra ci siano più o meno 6 miliardi di persone e dividendo per i 12 segni zodiacali, possiamo approssimare che gruppi di circa 500 milioni di persone siano nate tutte sotto lo stesso segno. Prendiamone uno a caso: l'Obongo.
Ora è evidente che tra queste 500 milioni di persone nate nel segno dell'Obongo, sparpagliate in sei continenti, in una eterogeneità di razze, colori, credi e tratti caratteriali, debba necessariamente verificarsi l'esistenza di un destino comune perchè Marte è nella seconda luna di Giove o viceversa.

Lapalissiano.
Ovvio che se non ce lo avessero mai fatto notare, sarebbe la prima cosa a cui andremmo a pensare. Un po' come penseremmo, anche se non avessero mai provato a inculcarcelo nel cervello al catechismo, che è meglio essere sposati prima di fare sesso: nessuno di noi oserebbe provarci mai prima del matrimonio anche se privo di tale prezioso indottrinamento.
Perchè sono stato licenziato oggi? Venere fa si che non sia un buon momento per il lavoro.
Perchè mi ha lasciato? Tra l'Obongo e lo Scorpione non corre buon sangue.
[Fare sesso con la moglie del capo facendoti beccare dal suddeto capo e dalla tua fidanzata non ha comunque giocato a tuo favore].

Segnali forti e chiari.
Lo stesso influsso sul fato dei nostri 500 milioni di individui ce lo potrebbero avere le arance che cascano ad ovest degli aranci o le tarantole che mangiano zanzare di mercoledì.
Non vedo perchè due pianeti che si fanno i fatti loro andandosene per le rispettive orbite debbano essere una certa causa dei fatti umani mentre le altrettanto incuranti tarantole no.
Voi dell'Obongo sottovalutate le tarantole? O sopravvalutate i pianeti?
"Un inatteso incontro darà i frutti sperati".
Sia che che abbiate trovato una banconota per terra o che siate andati a sbattere contro un camion carico di pere, l'Oroscopo non avrà comunque tradito le aspettative.

Non è tutto Oroscopo quel che luccica.
"Periodo di grandi abbuffate; Giove consiglia una dieta in primavera per un'estate bollente!"
Si, cara la mia Obonga Rossi di Milano, è vero, hai messo su 12 chili e se mangi un po' meno passerai anche quest'anno la prova costume senza grossi traumi e forse troverai pure un gratificante maschione sulle spiagge assolate.
No, Obongo Batunga sudanese del Darfur, non farla la dieta, ma stanne pur certo, l'estate sarà bollente comunque, anche se ignori le direttive dell'Oroscopo.

La fede.
Scene di vita vissuta. Solita farneticante sostenitrice della veridicità dell'Oroscopo, solito scontro con il buon senso del sottoscritto.
"Adesso ti dimostro come sia assolutamente vero che certe caratteristiche comuni sono..." [assolo di empietà scientifiche]
"No mi dispiace, ti posso dimostrare scientificamente che..." [parole di buon senso al vento]
"No perchè è tutto vero, cioè se Marte e Giove..." [altra vagonata di cianfrusaglie sonore]
"Vabeh, allora dimmi: di che segno sono? Se è una scienza esatta, lo devi indovinare subito." [porco me che non ho proposto una scommessa]
"Capricorno! Sei capricorno, l'ho capito subito guarda così sicuro di te e..."
"No, non sono Capricorno" [uno a dodici erano soldi facili, ma sono ancora in tempo per una scomm...]
"Toro. Sei un Toro! Questa tua testardaggine è una caratteristica del..."
"No, non sono del Toro"
Seguono in rassegna altri otto sfortunatissimi tentativi, quasi fino ad esaurimento segni. Rimangono Vergine e Pesci. [e qui al 50% già non avrei più scomesso niente]
"Vergine, sei vergine!"
"Si, hai indovinato..."
"CHIARO! VERGINE! Hai le classiche caratteristiche del..."