giovedì 2 luglio 2009

New Sounds Music Festival

Obongo Forever ha seguito per voi il New Sounds Music Festival, la manifestazione di livello internazionale nel denominatore comune della musica alternativa. Sul palco di piazza Sbrugna di Scapogno al Grollo si sono ritrovati artisti rappresentanti delle più disparate correnti musicali per dare vita ad un variegato happening sonoro.
In esclusiva il reportage dettagliato dell'evento.

Aureola MacKenzie
La celebre strumentista irlandese ha fornito sicuramente una prova di grande spessore nell'interpretare la sua musica new age. La scenografia bucolica era composta da un prato di vere margherite steso sul palco, con due querce, daini, cervi, colombe, scoiattoli, conigli, un nano da giardino ed un unicorno. L'ameno parterre florofaunistico ha fatto da sfondo alle composizioni corali della MacKenzie. Da segnalare una nota dolente: la canzone "Butterfly fairytales", per la quale un'amplificazione non all'altezza ha penalizzato l'assolo composto esclusivamente da battiti d'ali di farfalle nane del Madagascar.

Erwin Short
Il suo show è cominciato con mezz'ora di ritardo per consentire la pulizia del palco dalla sporcizia lasciata dagli animali della MacKenzie. Il celeberrimo artista maledetto newyorkese ha portato sul palco la sua musica complessa e decadente.
Short ha chiesto al pubblico di fare silenzio per potersi concentrare. Di fronte ad una folla attentissima ha quindi attaccato il suo immortale capolavoro "The answer to all your requests": ha battuto il piede per terra per tenere il tempo, poi ha suonato un unica nota cantandoci sopra "No!". Mentre il pubblico si scioglieva in uno scrosciante applauso, il controverso Short si è allontanato furente per essere stato interrotto prima di poter finire la canzone cantando la seconda strofa ("No!", ndr).

Metal of Metal
I paladini del trash-grindcore-death-nu metal hanno dato prova di grande impatto, come nella miglior tradizione di questo genere di nicchia. Purtroppo il concerto dei Metal of Metal è durato solo 1 secondo, poichè il primo accordo di chitarra è bastato a creare un muro sonoro di tale portata da scatenare l'esplosione simultanea di tutti gli amplificatori.
Il bilancio è stato di 15 feriti ed un disperso: Jurgen Krunz, l'unico fan della band, che come di consueto si preparava ad assistere allo show abbracciando la cassa principale.

Borland-Lukovitch-Ariolla quartet
Cosa dire di questa collaudatissima jazz band che non sia già stato detto.
Questi stakanovisti del palco hanno suonato per tre ore filate deliziando i presenti con le loro funamboliche improvvisazioni. Totalmente assorbiti nella loro musica al punto di non accorgersi di essere un trio e non un quartetto come riportato nel nome, hanno suonato spalle al pubblico non avendo aperto gli occhi una sola volta durante la performance, tanto è stato appassionato il loro trasporto.
I più accaniti sostenitori hanno criticato la scelta della band di suonare una sola canzone.

Mescolance
La band più eterogenea del mondo.
Così si autodefiniscono i Mescolance, alfieri della world music.
Fra i 145 membri, oltre ad un congruo numero di bonghisti, vale la pena ricordare: un suonatore di ukulele, uno di maracas, uno di cornamusa, uno di sitar, uno schioccatore di dita ed un battitore di denti. L'esibizione è stata penalizzata dal poco tempo loro concesso, che è bastato al cantante dei Mescolance (ex ammaestratore di scimmie urlatrici del Borneo) solo per presentare tutti i componenti del gruppo.

Pus Ill Animous
Gran finale con i Pus Ill Animous, band reclutata all'ultimo momento per la defezione degli Amba Rabah CC KoKo, che non ha certamente deluso le attese. Provenienti dalla realtà dell'underground londinese, avevano infatti suonato fino ad ora solo ed esclusivamente nelle stazioni della metro della capitale inglese.
I loro coraggiosi esperimenti sonori hanno dato il tocco finale di originalità e spessore alternativo a tutta la manifestazione. Momenti di pura ricerca musicale culminati nel duetto fra un frullatore elettrico e uno sparachiodi, sulla base remixata di canti Gregoriani per la prima volta eseguiti in swahili.

Nessun commento: