venerdì 12 gennaio 2007

Lei, Proprio Lei (le contraddizioni di una Lei)

Personaggi e interpreti:
Lei: donna di sani principi
Lei, Proprio Lei: sempre Lei, con i principi a casa
SuperFico: il bonazzo totale che fa si che i di Lei principi restino a casa
Lui: uno qualsiasi, decisamente non SuperFico

Lei che lo fa solo quando è innamorata.
Lei, Proprio Lei, deve essersi innamorata in una mezz’oretta scarsa di quel SuperFico alto un metro e novanta, bello come il sole, attorno al quale zampetta come un cagnolino che non aspetta che un bell’osso dal padrone: e che osso.
D’altronde è sempre Lei, che in un uomo per prima cosa guarda sì le mani, ma fondamentalmente resta colpita dal carattere, dalla sensibilità e da un’altra tonnellata di cose carine.
Lei, Proprio Lei deve avere trovato un vero e proprio pozzo di tutte queste cose tra i pettorali sagomati dello stesso aitante SperFico, per essere ormai certa della sua integrità morale.
Lei che una persona la deve conoscere bene, per potersi fidare.
Lei, Proprio Lei, grazie a tecniche di comunicazione ipercondensata deve essere riuscita a sapere vita morte e miracoli di SuperFico, a giudicare dal modo con cui lo guarda sbavando sul divanetto.
Probabilmente Lui, ingenuo e malfidato, ha sempre sottovalutato il potere conoscitivo di un approfondito colloquio quale può essere, ad esempio:
“E’ tanto che vieni qui?”
“Si”
“Si sta bene vero?”
“Già”
Lei che vuole sentirsi importante, amata, coccolata e riverita.
Lei, proprio Lei deve avere un’interpretazione tutta particolare del lessico d’oggi, per il quale all’occorrenza, “vuoi un gin lemon”, consuetamente tradotto in “vuoi succhiarmelo?” se proveniente da Lui, diventa invece aulica prosa italica, quale: “oh nobil dama anelo danzar con voi e per allegrezza porgovi una bevanda ricca in spirito per alleviar le dolci pene dell’umana condizione” se proveniente da SuperFico.
Lei che mai toccherebbe l’uomo di un’altra, perché certe cose non si fanno e per non fare agli altri quello che non vorresti venisse fatto a te.
Lei, Proprio Lei, si dimentica casualmente di indagare sulla vita privata del danzante SuperFico dagli occhi color tripudio: ma occhi così potrebbero mai nascondere una fidanzata cornuta? E se fosse? Beh, deve essere una stronza, tanto di meritato. E se non fosse? Beh, oggi ho bevuto un po’ troppo e non sono in me… Cameriere!!! Un altro gin lemon…
Lei che quando Lui le ha chiesto se a pasto gradiva un bicchiere di vino rosso d’annata per accompagnare i “Brisopelli scoppertati alla San Fruttenzio” che le aveva preparato in una intera sera per fare bella figura, lo ha guardato come per dire: “ma vuoi farmi ubriacare? Guarda che sono astemia, io: a, esse, ti, e, emme, i, a! Tutti uguali vuoi uomini.”
Lei, Proprio Lei, si riscopre una piccola Bukoswky e cambia idea, trangugiando di sua sponte il dodicesimo gin lemon che SuperFico neanche le voleva invero offrire, caracollando fra le sue braccia con una risata grassa e maiala che scandisce: guhadah keh shono ashtemiah ioh eheheh, capitoh? Asthemiah: esse, c, o, pi, a, emme, i!

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