venerdì 16 gennaio 2015

40 e non più 40

Con usi e costumi del nuovo millennio si è evoluta anche la crisi di mezza età.
Quel momento in cui i quarantenni, ormai raggiunti i principali traguardi della vita, vanno alla ricerca di nuove stimolanti sfide per mettersi alla prova.
Ecco come l’Obongo d’oggi affronta questo delicato passaggio.

La scrittura
Meta preferita dall’Obongo creativo che vuole liberare il piccolo artista che ha sempre covato dentro sé e mai potuto esprimere per via della routine quotidiana.
Particolarmente portati verso la scrittura quegli Obonghi incastrati in lavori noiosi in ambienti grigi e asettici popolati da persone stimolanti quanto una passeggiata al cimitero.
Dopo anni di discorsi sul cugino del vicedirettore che è un raccomandato, sul rigore non concesso, sul meteo impazzito e su quella zoccola dell’ufficio acquisti, l’Obongo-scrittore decide finalmente di ribellarsi a questo stantio piattume e di sfruttare il potenziale inespresso delle sue cellule grigie, imbolsite in anni di squallido tran tran.
Butta via i vestiti e le cravatte regimental e inizia ad indossare colorati maglioni a collo alto, pantaloni di velluto ed occasionalmente il basco francese, facendo crescere la barbetta e assumendo un’aura da intellettuale molto bohémienne.
In ufficio si sofferma a parlare di filosofie new-age, citando letteratura e poesia di scrittori semi-sconosciuti (e a suo avviso gravemente sottovalutati) ed esternando seria preoccupazione sul livello educazionale del paese poiché nessun giovane sa più distinguere un pentametro giambico da uno zeugma.
Dopo un corso di scrittura creativa e molte serate passate di fronte al pc completa il suo primo libro “Sussulti di un cuore mai domo”, dove racconta la storia di un quarantenne che risorge dalle sue ceneri dopo una vita spesa in un lavoro inappagante e diventa un famoso scrittore, gira il mondo e tutte le donne più belle fanno a gara per averlo, stregate dal suo fascino maturo di intellettuale molto bohémienne.
Derivazioni artistiche assimilabili alla stessa categoria della scrittura sono anche la pittura, il canto polifonico ed il teatro.
Oppure una sua sorella minore: la scrittura su un blog umoristico.

La fotografia
La fotografia digitale è una delle mete preferite da quegli Obonghi in crisi di mezza età che capiscono e apprezzano la tecnologia, complice il fatto che ormai le macchine hanno raggiunto un livello di evoluzione tale che è davvero difficile fare foto brutte, anche se è consigliabile non intavolare questa discussione con un appassionato.
Per noi non addetti ai lavori, che con le vecchie macchine fotografiche facevamo 22 foto sfuocate su un rullino da 24, la macchina digitale è un toccasana, in quanto ci basta cliccare un solo pulsantino e tutte le mirabolanti autoregolazioni fanno il resto, con esiti sempre accettabili e talvolta sorprendenti.
L’Obongo provetto fotografo negherà invece la tesi della semplicità argomentando che “ah, le foto vere erano quelle con le macchine di una volta, che poi uno doveva svilupparsele… e la grana… e i colori… e con le digitali le foto non hanno anima…”; nonostante ciò, correrà a cambiare la ZIXON BK3900 comprata il mese scorso perché è appena uscita la ZIXON BK3901 che è tutta un’altra cosa.
Obongo se ne va quindi con la sua macchina in spalla a fare foto in giro per la strada da solo o, nei casi più organizzati, in gruppo. Se siete fortunati vi capiterà di vedere tutti i membri del club “Scatto Matto” in gita a Rocca Frafrugna fare capannello di fronte a un fiore di campo per bombardarlo con una raffica di memorabili scatti da ogni angolazione possibile.
Una volta terminati gli scatti confronteranno i risultati al volo, uno guardando nel piccolo monitor della macchina dell’altro, per scambiarsi informati pareri sui tagli di luce, le geometrie e i colori, prima di passare ad immortalare il fiore di campo successivo.
Ha fatto notizia un Obongo appassionato di fotografia digitale che ha deciso di appendere la macchina al chiodo per dedicarsi alla scrittura.
Il suo “Basta foto di fiori di campo” è diventato il caso editoriale dell’anno.

La maratona
Il vero tormentone, la nuova incontrastata regina e moderna protagonista della crisi di mezza età dell’Obongo quarantenne di oggi è però la maratona.
Ormai di gran lunga preferita a palestre, balli vari e trekking più o meno estremo.
Quale migliore sfida per misurarsi con se stessi e capire se si è ancora pimpanti, che una bella corsetta contro il tempo di soli quarantadue chilometri e qualche altro metro?
Ci si potrebbe forse accontentare di fare un po’ più ginnastica e mangiare un po’ meno per buttare giù la pancetta, senza rischiare l’infarto, gli stiramenti e i crampi?
Si potrebbe certo, ma invece no.
Come paragonare queste banali attività alla portata di tutti con una roboante impresa atletica che quando la racconti in giro tutti ti guardano sgranando gli occhi?
Certo, ci sarebbe da chiedersi cosa significhi veramente lo stupore sulla faccia del collega che sente Obongo, quarantasei anni e novantacinque chili per un metro e sessantacinque, proclamare senza alcuna esitazione che fra due mesi correrà la sua prima maratona.
Il dado è tratto dunque ed Obongo, insieme a schiere di altri neofiti, si lancia nell’impresa: dopo una vita in cui credeva che il concetto di sportivo indentificasse colui che guarda lo sport allo stadio o in televisione, si compra le scarpette adatte e inizia ad allenarsi duramente.
E via, a macinare chilometri dopo chilometri in preparazione all’evento per mostrare quanto ancora sia giovane e forte agli amici e per poterlo, un giorno, raccontare ai nipoti.

- Tuo nonno da giovane faceva la maratona caro il mio Obonghino!
- Davvero Nonno Obongo?
- Eh sì, ero forte come un toro io, anche a quarant’anni sai!
- Ma eri bravo? Vincevi?
- Beh, vincevo… Partecipavo.
- E in che posizione arrivavi?
- Ma la posizione non è importante… E’ la soddisfazione di…
- In che posizione arrivavi, nonno?
- Una volta sono arrivato 20425°, ma mi hanno tagliato la strada a due chilometri dalla fine…
- Nonno?
- Sì, Obonghino?
- Mi fai rivedere le foto dei fiori di campo?


1 commento:

sifv9p2xbh ha detto...

In machine device purposes, this program of instructions is known as} half programming. Heated Blanket In half programming, the person instructions refer to positions of a chopping device relative to the worktable on which the work half is fixtured. Additional instructions are usually included such as spindle velocity, feed rate, chopping device selection, and different features.